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Pescara. Ponte del Cielo: per la presidente degli Architetti è “un’occasione persa: dove sono i progetti di riqualificazione delle periferie?”

“Lo scorso 17 settembre all’Urban Center di Pescara, l’evento parteciPE, promosso dall’Ordine degli Architetti sui temi della trasformazione della città e del territorio, ha visto, con la presenza del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Architetti, Leopoldo Freyrie, un dibattito tanto ricco quanto acceso sulle occasioni di trasformazione urbana della nostra città.” interviene così, in merito alla presentazione del Ponte del Cielo, la presidente dell’Ordine degli Architetti di Pescara, Laura Antosa. “Un tracciato delineato nella road map del Ri.U.So., incentrato sulla rigenerazione delle aree in disuso, un percorso tra le “ex” e sulla reale necessità di una visione strategica di sistema e di insieme, una pianificazione sistemica dei singoli interventi, per dare a Pescara il grande rilancio di qualità urbana di cui ha bisogno! La partecipazione, che ad oggi viene confusa ancora con la politica dell’annuncio, è un processo tanto articolato quanto complesso che non ancora riesce a decollare nelle scelte di governance cittadina: la presentazione del Bridge del cielo ne è un’ampia testimonianza.
All’Urban Center da tre anni discutiamo dei processi partecipativi, volti ad evidenziare un metodo innovativo, virtuoso ed efficace di coinvolgimento. Abbiamo presentato la Carta della partecipazione, in anteprima a Pescara: insieme si costruisce la domanda di città.
Non è possibile discutere di un progetto tanto importante, evocativo e perché no strategico, se non contestualizzato nell’ambito di una visione ampia. Il Ponte del Cielo – con il tema suggestivo della rievocazione del pontile, del mare, del collegamento, dell’approdo – avrebbe rappresentato sì davvero un’occasione importante ed innovativa se affrontata con un reale sistema di partecipazione, di confronto ex-ante e non a preliminare approvato. Un’occasione per creare una competizione tanto meritocratica quanto risonante ed attrattiva per la città stessa: un concorso di progettazione, uno strumento chiesto a gran voce dalla comunità dei progettisti da sempre, convinti che rappresenti uno strumento virtuoso per la collettività ed il territorio, attrattore di competenze professionali qualificate, capace di convogliare il dibattito e di regalare alla collettività un patrimonio di progetti e soprattutto attrattore economico!
Un esempio tutto abruzzese valga in tal senso: il concorso bandito dal Comune dell’Aquila nel 2011, con la collaborazione dell’Ance e dell’Ordine degli Architetti di L’Aquila, ha avuto al capacità di attrarre i finanziamenti del Piano Città del 2012. Ricordo inoltro che in Francia vengono banditi concorsi di progettazione per la stragrande maggioranza delle opere pubbliche: questa è la nostra richiesta! Che si possa finalmente aprire una stagione nuova per la trasformazione della città: innovativa nel metodo, virtuosa nelle procedure, meritocratica e capace di valorizzare le risorse del proprio territorio in maniera competitiva.
Concludo ricordando che il 30 novembre scade la presentazione del parco progetti per la richiesta dei finanziamenti e per il recupero delle periferie e delle aree degradate: dove sono i progetti?”

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