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Pescara. Polizia, Siulp: il governo ci spieghi il suo modello di sicurezza

“Luci e ombre” della legge di stabilita’ che va in discussione al Parlamento sono state esaminate questa mattina nel corso un’assemblea generale di tutti i poliziotti in servizio negli uffici della provincia di Pescara promossa dal Siulp. Ne ha parlato il segretario generale nazionale del sindacato Felice Romano, che si e’ soffermato anche sullo Sblocca Italia. “Finalmente – ha detto – abbiamo superato dopo quattro anni il blocco del tetto salariale creato con il decreto Brunetta nel 2010, che annullava l’efficienza delle forze di polizia e incideva sulle promozioni, sulla meritocrazia e sulla totale disponibilita’ all’impiego. Ci sono pero’ anche delle ombre perche’ in questa legge di stabilita e’ stata inserita una norma su richiesta del Dipartimento di Ps che consente di avere le mani libere e derogare agli accordi disponendo servizi a consumazione di 15, 18 o 20 ore”, nonostante il personale in servizio sia composto da “persone che hanno 50 anni in media”, e nonostante la carenza di organico si aggiri ormai sulle “40mila unita’ tra polizia, finanza e carabinieri”. Questo vuol dire, ha detto il rappresentante sindacale, far lavorare il personale ben oltre l’orario e in mancanza dei presupposti che garantiscono “la sicurezza dei cittadini nonche’ diritti e certezze delle forze di polizia”. E’ solo un metodo, “utilizzato dal Dipartimento, per supplire alle loro incapacita’ organizzative, perche’ per quanto ci riguarda – ha detto – in questi anni abbiamo mantenuto gli standard di sicurezza agli stessi livelli di prima. A questo proposito chiediamo al governo, ormai da gennaio, di sederci attorno a un tavolo e sapere che modello di sicurezza ha in mente Renzi per il nostro Paese e come vuole garantire la sicurezza. Non e’ possibile – ha proseguito Romano – che vogliano chiudere 263 uffici sul territorio mentre le direzioni centrali, che inizialmente erano 9, sono diventate 119”. L’attenzione del segretario generale nazionale del Siulp si e’ soffermata anche sulla riduzione delle prefetture, prevista dal governo nello Sblocca Italia. “Si parla del taglio senza citare le questure ma, cosi’ come e’ oggi l’impianto sulla sicurezza, c’e’ un binomio inscindibile prefettura-questura e se si chiudono le prefetture vengono meno anche le questure, i comandi dei carabinieri e Guardia di finanza e dei vigili del fuoco. Insomma, una follia bella e buona, per cui ci chiediamo la sicurezza chi la dovrebbe fare. Noi aspettiamo risposte certe per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini e la democrazia ma anche per noi poliziotti e siamo pronti a tutte le lotte necessarie”.

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