Ultime Notizie
HomeTutte le agenziePescaraPescara. Piano regolatore portuale, gli operatori: no a promesse di progetti alternativi

Pescara. Piano regolatore portuale, gli operatori: no a promesse di progetti alternativi

Siamo gli operatori portuali di Pescara,i rappresentanti delle imprese piccole e grandi che gravitano attorno al porto di Pescara, di coloro che effettivamente stanno subendo da anni i disagi dovuti alla negligenza e alla superficialità e l’assenza con cui la politica ha affrontato il tema del porto di Pescara. A seguito di quanto riportato in questi giorni dagli organi di stampa locali riguardanti il tema del PRP rimaniamo esterrefatti dal pressappochismo dimostrato ancora una volta da chi per avere rilevanza a livello mediatico si presta a giochi che sicuramente potrebbero causare la chiusura definitiva del porto della città per chissà quanto tempo.

Il PRP in questione è stato portato avanti dal consiglio comunale ascoltando e interagendo con tutte le categorie e portatori di interesse, passando attraverso tutti gli iter previsti dalla legge nonché i vari ostacoli insormontabili della burocrazia  per arrivare alla fase della procedura di  Vas, che ha come obiettivo principale di valutare gli effetti ambientali dei piani o dei programmi prima della loro approvazione, ed eventualmente integrarli con raccomandazioni e prescrizioni. Chiunque ha avuto la possibilità di proporre osservazioni. Dov’erano allora? Questo clamore sul porto ci fa pensare a quanto sia scorretto ed antidemocratico invocare prima il rispetto delle procedure e poi contestarle se il loro esito non è gradito o funzionale a certe posizioni politiche.

Pertanto rimaniamo allibiti dinanzi alle dichiarazioni rilasciate durante una campagna elettorale che ancora una volta usa il porto per recuperare voti mettendo a serio rischio lo sviluppo tanto atteso. Ci chiediamo come mai tanto clamore non è stato dato al  Prp  del porto di Vasto, confinante con una riserva naturale e che è stato approvato rispettando le stesse procedure e con gli stessi attori che hanno redatto il PRP del porto di Pescara. La nostra città rischia di diventare una città ferma,chiusa su se stessa , una città del  “NON FARE E DEL NON SCEGLIERE” a causa di interessi di una sparuta minoranza in cerca di visibilità.

Contestiamo apertamente chi fa promesse di progetti alternativi ipoteticamente “più semplici e meno dispendiosi” senza  che abbiano alcun valore tecnico-scientifico non tenendo in considerazione che l’attuale tipologia di dimensioni di navi è profondamente cambiata da quelle del passato. Non si può parlare ora di nuovi progetti, dopo sette anni , quando si è ormai giunti alla fine di un processo che ha visto il dispendio oltre che di tempo anche di ingenti quantità di denaro pubblico.

Si parla inoltre di rischio esondazione ma vogliamo ricordare ai più sbadati che l’esondazione del fiume del ‘92 avvenne senza la presenza della diga foranea. Ed in ogni caso non è dalla VAS ma dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che tali aspetti ingegneristici, già studiati in fase di redazione del piano, andranno valutati ed eventualmente osservati. Non possiamo più permetterci di attendere altri lunghi anni per avere uno strumento di sviluppo come il PRP portuale,soprattutto in questo momento, quando si dovrebbe essere tutti uniti per sviluppare i progetti già in corso d’opera utili a raccogliere il flusso turistico che è l’unico strumento “e sia ben chiaro”L’UNICO a basso impatto ambientale che può garantire ricchezza e splendore alla città. Noi come operatori portuali, imprenditori, operai,professionisti, albergatori, ma la città stessa non possiamo permettercelo più.

Coordinamento Operatori Portuali di Pescara

Print Friendly, PDF & Email