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Pescara: pescatori minacciano di andare a Ortona

Il porto pescarese non va, i pescherecci pescaresi si spostano a Ortona. Venerdì mattina i pescatori andranno in massa al porto con le barche per continuare a lavorare da lì. La decisione è l’esito dell’incontro tenutosi stamane fra gli armatori pescaresi che la settimana scorsa hanno rassegnato nelle mani del comandante della capitaneria di porto Luciano Pozzolano i documenti di bordo delle proprie imbarcazioni.
Fondali insabbiati e dragaggio bloccato da un’inchiesta che ha paralizzato speranze e prospettive economiche legate al superamento dell’emergenza portuale sia per i pescatori che per gli imprenditori economici che lavorano da sempre sulle banchine, queste le motivazioni che hanno determinato questa scelta, simbolica e di protesta, perché la marineria sa di certo che il porto ortonese non è attrezzato a ricevere tutta la flotta pescarese. «Alla luce di tutto ciò – spiega Francesco Scorella, voce della categoria – abbiamo deciso di spostarci a Ortona perché non possiamo più aspettare. Senza lavorare abbiamo dei problemi economici seri e questa situazione rischia di esplodere da un momento all’altro dal punto di vista sociale. Sta soffrendo anche l’indotto, per lo stop della pesca e delle attività nel porto: hanno problemi i commercianti, i ristoratori, chi gestisce le cisterne che non vengono più svuotate. Abbiamo deciso quindi di spostare altrove i nostri affari e venerdì mattina alle 9 saremo tutti a Ortona. Con Pescara abbiamo chiuso».
Intanto domani mattina l’arcivescovo di Pescara, monsignor Tommaso Valentinetti,
incontrerà alla 11 la marineria nella sede dell’associazione a pochi passi dal
mercato ittico.  L’arcivescovo pescarese nei giorni scorsi aveva espresso solidarietà agli
operatori del porto esortando le istituzioni a superare l’impasse burocratica e politica che ne ha determinato l’agonia.

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