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Pescara parcheggi, in due anni persi 2 mln

Pescara parcheggi, la società del Comune che gestisce la sosta a pagamento di tutta la città, ha registrato una perdita in due anni di quasi un milione di euro. Stavolta sono i bilanci a parlare. I conti «segreti» della municipalizzata sono finalmente venuti alla luce, dopo le numerose richieste dell’opposizione al Comune per avere i documenti contabili.La società ha svelato le cifre dopo l’approvazione del bilancio consuntivo del 2011. E i sospetti dei consiglieri del Pd, sono stati confermati.
I conti sono stati resi noti proprio nel giorno in cui l’amministrazione comunale ha annunciato l’avvio di un mandato esplorativo per verificare se esistano altre società interessate a gestire i posti auto a pagamento. Si tratta di una procedura obbligatoria stabilita dal Decreto CrescItalia del governo Monti.«Eravamo certi, nonostante la lunga attesa di due anni dalle nostre prime preoccupate sottolineature», hanno detto in una nota i consiglieri del Pd Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli, «che prima o poi si sarebbe alzato il velo». «La società», hanno continuato gli esponenti del Pd, «pur avendo incrementato nel 2011 i ricavi di oltre 800.000 euro, rispetto all’esercizio precedente e pur avendo provveduto a correggere l’artificio contabile con il quale è stato costruito il bilancio del 2010, chiude con una perdita di esercizio di 476.081 euro che, sommata ai 4.833 euro dell’anno precedente, fanno esattamente 480.914 euro».
«Quest’anno», hanno spiegato ancora i consiglieri, «l’amministratore unico di Pescara parcheggi Roberto Core, pur non correggendo l’artificio già riportato, ha correttamente fatto presente nella sua relazione lo stato effettivo dei conti sociali e ha specificato che alla perdita va aggiunto l’ulteriore importo di 506.667 euro. Questa cifra andrà sommata alla perdita ai fini di un’eventuale ricapitalizzazione. Quindi, la perdita netta della società, consolidata al 31 dicembre 2011, è di circa un milione di euro, più precisamente 987.581 euro».Secondo il Pd, lo stesso amministratore delegato avrebbe espresso «dubbi significativi» in merito alla possibilità dell’azienda di continuare la propria attività aziendale. L’amministrazione comunale si troverà di fronte a un bivio alla fine dell’anno, quando avrà l’obbligo di sciogliere la società procedendo alla sua ricostituzione, oppure all’affidamento del servizio a un privato. Ma chi avrà interesse a gestire un servizio in profondo rosso? Intanto, il mandato esplorativo per verificare se ci siano società interessate è già partito. Il termine per le domande scadrà il 9 luglio.
DA Il Centro

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