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Pescara: no a scaricabarile su mancato dragaggio

”Certo che la vicenda del mancato dragaggio del porto di Pescara e’ uno ‘scandalo nazionale’ come ha dichiarato il presidente Chiodi, ma questa ovvia constatazione non vorrei che fosse l’ennesima puntata di uno scaricabarile e di una telenovela dell’improvvisazione che va avanti da due anni”. Lo sostiene, in una nota, il consigliere della Regione Abruzzo, Maurizio Acerbo (Prc), che torna ad affrontare il tema del mancato dragaggio del Porto canale di Pescara.

”Ormai non si contano piu’ le dichiarazioni con cui la politica pescarese e regionale ha richiesto l’intervento del governo per risolvere un’emergenza sempre piu’ sospetta – aggiunge Acerbo -. Desta ancor piu’ preoccupazione l’annuncio che a Roma si svolgera’ il 24 luglio un incontro con il governo ‘finalizzata all’individuazione della soluzione tecnico economica ritenuta maggiormente rispondente alla ripresa dell’attivita’ del porto di Pescara’, sulla base delle proposte elaborate dal Provveditorato interregionale per le Opere pubbliche”.

”Finora l’unica piattaforma seria per affrontare la questione e’ quella presentata dall’associazione degli armatori e dal Wwf. Chiodi, Mascia e Testa l’hanno studiata? Eppure – prosegue Acerbo – e’ stata presentata a Testa piu’ di sei mesi fa. Perche’ la ditta Nicolai ha quasi ultimato l’iter per una discarica privata di fanghi a Citta’ S.Angelo e le istituzioni non si sono attivate?. Prima che Testa e Chiodi vadano a bersi le soluzioni del Provveditorato sarebbe bene che le rendessero pubbliche e oggetto di confronto perche’ non convincono”.

”In questa vicenda cominciano ad addensarsi troppe ombre che lasciano pensare che non siamo di fronte solo a incapacita’ – conclude Acerbo -. Le emergenze si creano per porre la gente di fronte a scelte indiscutibili su mega appalti o ipotesi di smaltimento inutilmente costose.

Innanzitutto siano rese pubbliche le proposte del Provveditorato e Chiodi e Testa aprano un tavolo di confronto con marineria e Wwf”.

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