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Pescara. Mare sporco: 40 cittadini pronti a fare causa al Comune

Oltre 40 cittadini sono pronti a fare causa al Comune di Pescara per il mare sporco e si sono già rivolti al pool di avvocati, per ricevere assistenza legale.

Lo scrive il quotidiano il Centro, all’indomani della notiza dell’inchiesta scattatalo scorso 13 luglio per lo sversamento di 25 mila metri cubi di liquami in mare causato dalla rottura di una condotta fognaria avvenuta tra il 27 e 28 luglio.

“Le persone che faranno causa hanno portato dei referti medici con patologie riconducibili verosimilmente al mare sporco”, ha dichiarato al quotidiano Paolo Leonetti, coordinatore dell’iniziativa.

“Molti altri casi li abbiamo scartati, perché sono state mostrate patologie superficiali”, ha aggiunto.

Del pool di avvocati fanno parte Paride Orsini, Massimo Ritucci, Giancarlo Bigi e Francesco Tesoro.

Intanto, a Fosso Pretaro proseguono i controlli dell’Aca per accertare le cause che hanno determinato questo forte innalzamento del numero dei colibatteri nell’acqua di mare. Stiamo parlando del tratto al confine tra Pescara e Francavilla, dove continuano a restare in vigore i divieti di balneazione.

Le ultime analisi dell’Arta, rese note lunedì scorso, hanno fatto registrare valori dei colibatteri ben 15 volte superiori al limite massimo consentito dalla legge per la sicurezza dei bagnanti.

Ieri, inoltre, c’è stata la conferma che la condotta fognaria sott’acqua, collegata al depuratore di Francavilla, ha una perdita.

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