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Pescara. Le imprese portuali sull’orlo della chiusura chiedono un incontro alla Regione

Siamo gli operatori portuali del Porto di Pescara e Vi scriviamo con la profonda amarezza che contraddistingue una chiusura di attività.Siamo ormai arrivati al capolinea , non percepiamo nessun segnale positivo che ci permetta di poter pensare di continuare attualmente di fare impresa in porto a Pescara. Abbiamo pensato di gettare la spugna, dopo anni di lotte condivise anche con alcuni amministratori e con gli organi di stampa,siamo ormai sfiduciati mortificati sfiancati. Pensavamo che si fosse instaurato un nuovo modo di gestire ed amministrare la Cosa Pubblica e che fosse cambiata “l’aria” ….. tutto è rimasto sostanzialmente come prima. Nulla è cambiato dalle precedenti amministrazioni, poco è stato fatto e nulla o quasi si sta facendo.Se in altri tempi erano ….solo parole adesso non si “sprecano” nemmeno quelle.

Dalle dichiarazioni testuali del Presidente della Regione D’alfonso e del Sindaco di Pescara Alessandrini le problematiche legate al porto di Pescara e alle imprese che vi gravitano dovevano essere fra le priorità della vasta agenda degli interventi alle infrastrutture. Il Presidente aveva promesso di incontrarci addirittura appena eletto. Lo vediamo presenziare in tutto l’Abruzzo le più improbabili riunioni e feste, ma per le ns. problematiche nessun interesse. Il sindaco ha iniziato la campagna elettorale proprio dalla Stazione Marittima di Pescara.Qui non si è più visto nessuno se non per andare in Croazia o per fare le solite passerelle come ospiti sulle navi traghetto con i soliti discorsi di come sarebbe importante riallacciare i traffici passeggeri e commerciali con le sponde aldilà dell’Adriatico.Dopo la stagione estiva e le promesse tutto è stato messo a tacere e nulla si è fatto.

Forse non si è compresa l’importanza che può comportare per una città marittima avere uno scalo portuale e l’importanza che rivestono gli stessi operatori portuali.

Senza i servizi portuali il porto non sarà più in grado di accogliere nessuna nave commerciale o passeggeri.Si dice che Pescara vorrebbe ripartire dall’accoglienza e dal turismo.Ma come si può pensare a simili progetti se poi si fanno morire e non si sostengono le attività che sono preposte a favorire ciò?

Noi Imprese di Operatori Portuali siamo ancora in attesa degli indennizzi che ci spettano per il fermo attività dovuto a cause a noi non imputabili dell’annualità relativa all ‘anno 2012,mentre gli altri settori colpiti almeno hanno avuto diversi aiuti economici loro spettanti.

Dopo il fermo delle attività dovuto al mancato dragaggio, il settore della pesca a strascico  è stato oggetto di abbondanti  attenzioni finanziarie da parte della precedente Amministrazione Regionale e del Governo.Ci saremmo aspettati almeno lo stesso trattamento e lo stesso interessamento anche perchè gli operatori portuali sono fermi da circa tre anni.Ma nessuno si è interessato.Per quale motivo c’è stata questa sperequazione?Questa disparità di trattamento è legittima?

Chiediamo urgentemente incontro con il Presidente della Regione Abruzzo insieme al ns. Sindaco Alessandrini affichè ci sostenga e ci faccia sentire anche il suo supporto.

A breve convocheremo anche gli organi di stampa per mettere al corrente la pubblica opinione su queste assurde vicende.

 

Oltre ad un indennizzo erogato in più tranches dalla regione, il settore pesca gode oggi di un credito d’impostagrazie ai 2,5 mln. erogati dal Governo con L. Stabilità 2013 , dalla quale il nostro settore è stato volutamente escluso.L’Ordiananza che ha determinato il fermo delle attività di pesca a causa del mancato dragaggio è del

mese di Giugno 2012, ed è stata revocata a maggio 2013, quando le imbarcazioni sono tornate a pesca.

 

Per completezza di informazione esponiamo di seguiito i dati relativi

agli indennizzi percepiti dal settore della pesca per il fermo forzato (…) delle

attività dovuto al mancato dragaggio.

In sostanza per i seguenti periodi

– dal  9/7/2012 al 5/8/2012

– dal 18/9/2012 al 30/04/2013

le 44 imprese di pesca a strascico del Compartimento di Pescara hanno

ricevuto dalla Regione Abruzzo € 1.827.187,80

 

Il periodo 6/8/2012 – 17/09/2012 è stato coperto dal fermo biologico

nazionale(ulteriori € 350.000,00 circa)

 

Inoltre per lo stesso periodo le stesse imprese usufruiscono di uno

sgravio fiscale e contributivo che ammonta a € 2.436.279,70, sotto forma di credito d’imposta (Legge di Stabilità 2013).

 

Per il settore commerciale invece è stato previsto soltanto un aiuto compensativo

a valere sull’art. 19 della L.R. 2/2013 (Legge Finanziaria), il cui capitolo di spesa è stato alimentato con € 200mila di fondi regionali e 100mila di fondi della CCIA di Pescara.

Le aziende del nostro settore, 15 quelle ricadenti nella previsione

della norma, hanno percepito circa il 60% delle somme necessarie

a coprire quanto avevano diritto. Inoltre tali fondi sono stati erogati

in due tranches, la primaa novembre 2013, la seconda a maggio 2014.

 

A rendere ulteriormente grave tale sperequazione, si consideri il

sostanziale fermo delle attività commerciali di sbarco e imbarco merci dal luglio 2011 a tutta oggi (3 anni e 4 mesi!).

Il traffico di idrocarburi è rimasto fermo per 2 anni, mentre il traffico passeggeri è rimasto fermo dal settembre 2010 a luglio 2014.

 

Quindi quello che chiedono le aziende del settore, principalmente quelle

più strettamente connesse ai servizi portuali ( 8 su 15) è :

– integrare i fondi sull’art. 19 L.R. 2,

– lavorare ad un nuovo provvedimento per l’anno 2013, con gli stessi

contenuti, ma limitato come beneficiari alle ditte di servizi portuali   in quanto ancora inattive in quell’anno.

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