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Pescara. Infrastrutture e scarichi: lavori portano alla luce condotte fognarie ignote. Una di questa è anche comunale

“Grazie ai lavori del DK15 in corso sulla sponda nord del fiume Pescara è stato possibile venire a conoscenza di condotte fognarie e di acque meteoriche prima ignote agli uffici comunali e convogliarle verso il depuratore affinché queste non rappresentino più un problema per il fiume. Per via dei lavori in corso, voluti proprio per risanare il tracciato fluviale, oltre che per mettere le sponde al sicuro da allagamenti ed eventuali esondazioni, siamo venuti a scoprire che in una delle condotte rinvenute si riversavano anche parte degli scarichi e acque bianche del Comune di Pescara. E molto probabilmente, non solo quelli del Comune di Pescara, ma anche di altri uffici pubblici e abitazioni private ricadenti nell’area di Piazza Italia.
Un’amara scoperta, di cui abbiamo avuto contezza a seguito dei “rigurgiti” della condotta fognaria che si sono manifestati all’interno del Palazzo comunale ex Inps in occasione delle ultime piogge. Fatte tutte le verifiche dovute, la struttura tecnica del Comune ha immediatamente messo il fenomeno in relazione con i lavori della golena nord e posto il riparo, convogliando anche quel canale al depuratore, come accadrà per tutti gli scarichi che vanno a fiume, censiti e non censiti, una volta finiti i lavori del DK15 e cioè quando questo sistema di raccolta di tutti gli sfioratoi e di tutte le condotte fognarie ignote saranno convogliate, cosa che auspichiamo avvenga entro dicembre. Ma la criticità si verifica in concomitanza con le piogge, poiché su questa condotta di secondo livello si immette il troppo pieno del canale presente su via del Concilio in direzione rotatoria Rampigna e da lì verso il depuratore e questo determina un reflusso delle acque e dei reflui. Nel frattempo e per evitare ulteriori problemi agli scantinati al Palazzo Comunale si sta predisponendo l’attivazione di una pompa di sollevamento che eviterà nuovi allagamenti al Palazzo ex Inps e che giocoforza dovrà tornare a sversare (temporaneamente) questi scarichi dentro il fiume, riportando le cose a com’erano prima dei lavori del DK15, poiché soluzioni alternative non sono ipotizzabili in tempi brevi.
Il tema che in questi giorni si è posto invita all’ennesima riflessione sullo stato della conoscenza da parte del Comune di quali siano e dove si trovino tutti i sottoservizi della città. E’ un fatto indiscutibile che ad ogni necessità o sopravvenienza di interventi che guardino il sottosuolo si porti alla luce un mondo completamente inesplorato, che comporta com’è di evidenza un prolungamento non solo dei tempi di lavorazione di una determinata opera, ma anche l’aumento dei costi a causa degli imprevisti sopraggiunti. Anche su questo riteniamo che il Comune di Pescara si debba dotare di una mappatura completa e meticolosa che possa consentire di affrontare una normale attività di lavoro pubblico, senza i risvolti e le brutte sorprese a cui siamo purtroppo abituati e l’ultima ne è l’ennesima rappresentazione”.

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