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Pescara. Imprese in rosa: vince Marina Palusci, imprenditrice agricola e produttrice di olio e vino

“… Apprezzandone lo sforzo nel prendere le redini di un’azienda appartenente alla famiglia del marito, la capacità di innovazione e la caparbietà nel raggiungere risultati di eccellenza”.
E’ questa la motivazione con cui la giuria del concorso “Impresa in Rosa che Storia!” 2015 ha decretato, questa mattina, la vincitrice di questa edizione. Si chiama Marina Palusci, ed una grande passione per la terra ed i suoi frutti che coltiva con impegno e sacrificio. Ha proposto e raccontato la sua storia con semplicità e motivazione, catturando particolare attenzione da parte dei giurati, tra una rosa numerosa di storie d’impresa al femminile, tutte degne di nota. “L’edizione di quest’anno – ha dichiarato Sonia Di Naccio, presidente CIf (Comitato per l’imprenditoria femminile della CCIAA di Pescara) – è stata caratterizzata da grande partecipazione ed entusiasmo da parte delle donne imprenditrici della nostra provincia, che ci hanno raccontato con emotività non solo la storia professionale ma anche e soprattutto la loro storia di vita. Marina Palusci, in particolare, ha saputo farlo con freschezza ed intelligenza ed abbiamo inteso premiarla anche per la grande capacità che ha avuto di farci entrare nel suo mondo”. Come riconoscimento, le è stato donato un video aziendale appositamente realizzato per lei e la sua attività, che mostra uno spaccato delle sue faticose giornate lavorative e dei preziosi frutti del suo operato. A premiarla, il presidente dell’Ente camerale, Daniele Becci, il quale non ha mancato l’ occasione per ribadire “quanto sia difficile, oggi più che mai, fare attività d’impresa. Chi fa impresa – ha sottolineato – è un capitano coraggioso – che merita grande stima. Il nostro compito è quello di essere sempre presenti e mettere in atto tutte quelle strategie necessarie per sostenere ed agevolare le aziende del nostro territorio”. L’edizione 2015 è stata correlata da un’attività formativa sul viral marketing, e i cui attestati sono stati consegnati proprio questa mattina. A distinguere il concorso di quest’anno, anche un’intensa attività di comunicazione che ha coinvolto , con un piano editoriale composto di 10 storie di successo di imprenditrici internazionali, tutti i social, fb, twitter, google + ed instagram, con risultati sorprendenti, basti contare gli oltre 9 mila contatti al giorno pervenuti.
Di seguito, riproponiamo la storia d’impresa della vincitrice.

Marina Palusci: “Olio per passione e vino naturale”.
imprese in rosaChiedere di raccontare la propria storia a parole ad una titolare di azienda agricola è cosa assai ardua, giacché avrei bisogno di coinvolgere tutti i cinque sensi del lettore, ma accetto lo stesso anche quest’altra impresa. Sin da giovane nutrivo una forte passione per il mondo rurale e la stessa passione l’ho trovata in Emanuele, mio marito, con il quale ho intrapreso un percorso (oltre che matrimoniale), diventato uno stile di vita prima personale e poi aziendale: il vivere secondo natura e instaurarvici quasi una simbiosi naturale con rispetto e devozione quotidiana. Tutto inizia proprio da Emanuele e dalla sua azienda agricola, precisamente nel 1989 quando mio marito e i miei suoceri decidono di affidarmi la gestione della stessa, dopo quasi mezzo secolo di gestione. Questa loro decisione mi ha riempito di orgoglio e soprattutto mi sono sentita ancora più motivata. Le giornate di lavoro in azienda iniziano prima del canto del gallo, quando tutto l’ecosistema dorme. L’azienda di mio marito aveva come attività principale quella dell’allevamento di bovini e suini con stalle composte di un centinaio di capi in totale ed una buona redditività. Dopo l’inizio della mia gestione aziendale, in famiglia avevamo la sensazione che l’azienda poteva posizionarsi meglio sul mercato e che si poteva fare di più soprattutto in termini di produzione, io sapevo che con una decisione importante e coraggiosa potevano toglierci qualche soddisfazione in più. La conferma di ciò arrivò con la diminuzione generalizzata del consumo di carne a causa della malattia dei bovini conosciuta come “mucca pazza”, sono stati degli anni molto difficili perché avere la stalla piena di animali in buona salute e nonostante ciò dovere bloccare le vendite è stata la peggior esperienza della nostra vita aziendale, oltre che un grave danno economico. La voglia di riscatto e la devozione per il mio lavoro mi hanno permesso di non demordere, anzi dal momento aziendale più infelice abbiamo effettuato un’attenta analisi del marcato con mio marito, ed ero pronta per il grande passo, cioè di prendere una grande decisione che avrebbe modificato la vita quotidiana di tutta la nostra famiglia. Grazie anche alla passione di mio figlio Massimiliano che ha condiviso con me il progetto ed è stato coautore di una decisione storica per la famiglia di mio marito: riconvertire l’attività aziendale facendo dell’olio extravergine d’oliva e del vino il core business aziendale al posto dell’allevamento. La strategia di differenziazione di prodotto ed il posizionamento alto sul mercato con oli eccellenti danno alla nostra azienda la massima espressività in termini di reputazione ed immagine, i numerosi premi attribuiti ai nostri oli sono il significato che riusciamo a far percepire al consumatore la nostra produzione genuina grazie anche ai migliori processi produttivi. Chiaramente potete capire che la nostra storia non finisce qui, ma spero che questo sia solo l’inizio di un percorso volto al miglioramento continuo.

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