Ultime Notizie
HomeTutte le agenziePescaraPescara: imprenditori cinesi a lezione di moda

Pescara: imprenditori cinesi a lezione di moda

Pronto lo sbarco in Cina con 250 negozi di moda: gli imprenditori orientali apprezzano stile e qualità. Accade in Abruzzo, dove i rappresentanti della Raidy Boer sono arrivati dopo l’appuntamento di Pitti Uomo, per fortificare il rapporto con Carmine Ferrante e i suoi nuovi marchi. «In Cina abbiamo già circa 60 negozi, nelle città più importanti – ha detto Ferrante – e l’arrivo di questa delegazione serve a cementare il nostro rapporto in vista dell’apertura di altri negozi, fino ad arrivare a 250 store. L’obiettivo è quello di affermare il marchio per creare poi una serie di prodotti complementari e allargare ulteriormente la produzione». Una troupe televisiva e un fotografo hanno seguito istante per istante la visita allo stabilimento di via Raiale, dove nascono i capi che vengono poi esportati in tutto il mondo, immortalando campionari e personale al lavoro. «Il prossimo anno puntiamo all’apertura a Pechino – ha detto ancora Ferrante – dopo aver raggiunto Shanghai, Canton e tutte le province principali, con una rete capillare». Accanto a lui c’è Paride Albanese, figura storica del commercio di Pescara che parla delle potenzialità di sviluppo del «made in Italy», o meglio ancora del «made in Abruzzo» in Cina. «I rappresentanti dei vari marchi vengono qui per imparare tutti i particolari delle lavorazioni e i processi che portano alla creazione. Giungono quasi ogni mese e questo rapporto non può che migliorare. D’altro canto la Cina non rappresenta nemmeno più il futuro, ma il passato – ha detto con una battuta Albanese – proprio perché bisognava entrare qualche anno fa per sfruttare al massimo l’espansione che si è registrata in questo ultimo periodo. Ci sono 300 milioni di potenziali clienti pronti ad acquistare i nostri capi e loro possono rappresentare uno sbocco importantissimo. È una opportunità di sviluppo che non possiamo lasciarci sfuggire». Ferrante ha iniziato il suo percorso nel 2009/2010. «Da tanti anni seguo con interesse il progetto di sviluppo in Cina. Il prodotto realizzato lì è di altissima qualità, è bene precisarlo subito. Sia a livello di materie prime che di manufatto non hanno nulla da invidiare a quello che si produce in Europa. Con la qualità possiamo arrivare ovunque», spiega ancora Ferrante, «anche se per esempio a Pitti c’è stato un decremento importante di stranieri presenti negli stand, ma questo non deve fermarci».

Print Friendly, PDF & Email