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Pescara. Il Ministero indaga sui conti del Comune di Pescara sotto la gestione di Mascia: fra i punti contestati, lo squilibrio nella gestione dei flussi di cassa

Nella mattinata odierna si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della relazione amministrativo-contabile ricevuta lo scorso 1° ottobre dal Ministero dell’Economia e Finanze-Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, Ispettorato generale di finanza, Servizi ispettivi di Finanza Pubblica. Si tratta di una verifica sui conti dell’Ente, eseguita dal 29 gennaio al 12 marzo 2015, che evidenzia una serie di importanti irregolarità nella gestione degli stessi ad opera della precedente Amministrazione. La situazione è stata illustrata dal sindaco Marco Alessandrini, dall’assessore alle Finanze Adelchi Sulpizio, dai dirigenti del settore Amministrativo e di Ragioneria e dai rappresentanti della maggioranza presenti in conferenza stampa.

“Alla fine del 2014, era il 31/12 questa Amministrazione ha approvato la procedura di riequilibrio pluriennale a cui ha fatto seguito a marzo la predisposizione del relativo piano finanziario – esordisce il sindaco Marco Alessandrini – Il 22 gennaio il Mef dispone una verifica da parte dei Servizi ispettivi della Finanza pubblica, che parte il 29 gennaio e si definisce il 7 di marzo, verifica di cui abbiamo avuto conto il primo ottobre scorso. Tali accertamenti hanno evidenziato delle irregolarità e carenze che abbiamo cercato di sintetizzare in dieci punti, ma che valgono a chiarire due dati: l’inattendibilità dei bilanci ereditati dall’Amministrazione di centrodestra, in specie quello del 2013 e che hanno definitivamente chiarito la disastrosa eredità finanziaria che abbiamo dovuto maneggiare per salvare la città dal dissesto in cui sarebbe finita.
A stabilirlo è un organo terzo, non politico, ciò vale a tagliare la testa ad ogni prospettazione di parte: che in modo chiaro e inequivocabile spiega cause e responsabilità circa lo stato dei conti di questo Ente. Mi duole registrare il perdurante atteggiamento che le opposizioni continuano ad avere: prima hanno negato che le condizioni dei conti fossero drammatiche, trascuro per decenza i manifesti del centrodestra che mi hanno dipinto come una specie di Dracula che si diverte a mettere le mani nelle tasche dei pescaresi, asserendo in virtù di non so quale sadismo che il nostro intento fosse solo quello di vessare la comunità.
Noi siamo invece quelli che hanno invertito la corsa verso il baratro avviata da chi ci ha preceduto, lo abbiamo fatto con una politica rigore, perché si trattava di risanare i conti, che non è stata solo costituita dall’innalzamento della pressione fiscale, ma anche da una forte riduzione della spesa corrente, che è andata anche oltre il periodo sotto la lente del Mef, perché una questione così complicata non si risolve in uno schiocco di dita. Un prossimo passaggio importante sarà il 31/12/2015, ovvero la chiusura del rendiconto, per il quale auspichiamo di avere un avanzo. In poco più di un anno abbiamo approvato due bilanci, un piano di riequilibrio, due riaccertamenti dei residui, due rinegoziazioni mutui, perché è necessario andare avanti ed entro la fine dell’anno il riequilibrio troverà definizione consentendoci un respiro che Pescara rischiava di non avere in base alla relazione del Mef. Alla luce di tutti questi fatti avremo un quadro più concreto e chiaro per dire se la prognosi sarà sciolta.
Da un punto di vista politico siamo alla metafora della pagliuzza e della trave. Nel 2009 abbiamo consegnato al centrodestra un Ente che per tre anni di seguito aveva una certificazione di sana e corretta salubrità dei conti. Nel 2014 lo stesso Ente era ridotto al predissesto che siamo costretti a dichiarare noi, ma che era già in atto quando l’Amministrazione di centrodestra governava facendo finta che tutto fosse in ordine. Siamo passati da un’Amministrazione trasparente a una in cui per due anni si è omesso di prendere atto delle comunicazioni della Corte dei Conti e dei Revisori dei Conti nelle scelte amministrative, a danno dei cittadini che hanno già cominciato a pagarne le conseguenze.
Se il mio operato in merito all’ordinanza di quest’estate è al vaglio dell’autorità giudiziaria per verificare le responsabilità, posso dire con certezza che mai la salute pubblica è stata messa a rischio e mai lo sarebbe stata perché ci sta a cuore. La relazione del Mef certifica invece due anni di governo consapevolmente superficiale e irresponsabile, perché chi ha ridotto i conti in questo stato, lo ha fatto consapevolmente, celando la reale situazione a tutti, ignorando i richiami ufficiali degli organi preposti, oltre alle prese di posizione e delle interrogazioni che abbiamo fatto noi, che all’epoca eravamo minoranza. La trave è un’eredità economico finanziaria che certo non è stata improntata a prudenza, come denotano i rilievi dell’ispezione e credo questo valga a eliminare ogni dubbio: solo chi è reso cieco dalla partigianeria politica non riesce a vedere chi ha la responsabilità del conto che noi abbiamo dovuto presentare ai pescaresi per un banchetto a cui noi non abbiamo partecipato”.

“Da minoranza avevamo più volte fatto presente quanto la situazione fosse critica – aggiunte l’assessore alle Finanze Adelchi Sulpizio – Quando chiedemmo le dimissioni del sindaco Mascia era anche per via delle ombre che avevamo visto incombere sul bilancio, impresa che non è andata buon fine per via di due mancate firme sull’iniziativa di allora. Ma avevamo sottolineato che il bilancio era caratterizzato dalla scarsa trasparenza e poca veridicità del documento, per questo siamo stati apostrofati perché ci dissero che volevamo mandare a casa il sindaco, invece avevamo fatto il punto di una situazione che oggi emerge in tutta la sua chiarezza. Il punto più grave sta nelle conclusioni della verifica del Mef, in cui viene detto che è venuta meno la funzione informativa delle scritture contabili, che non sono state adeguate ad affrontare in maniere trasparente l’ammontare dei crediti vantati dall’Ente, di fatto impedendo il controllo degli organi preposti, fra cui anche il Consiglio Comunale.
Questa relazione fotografa la reale situazione che abbiamo ereditato, di cui ci accusava di voler mettere le mani nelle tasche dei cittadini è stato responsabile. In questo anno e tre mesi abbiamo fatto davvero il massimo, sia con la lungimiranza dell’ex assessore Bruna Sammassimo che ha fatto scelte per rimettere in sesto i conti, sofferte, perché la situazione lo richiedeva: noi abbiamo fatto i medici, non siamo stati gli artefici di questo caos. Rischiavamo un dissesto che avrebbe causato oltre al fallimento anche ripercussioni pesantissime sull’ambiente economico della città, sul pagamento delle imprese che pure avevano lavorato. L’Amministrazione ha fatto un atto di responsabilità mettendo in campo le scelte le più difficili di cui siamo fieri, perché ci hanno consentito di cominciare a rimettere in sesto i conti in trasparenza”.

“Il documento sta a dimostrare che noi siamo stati inascoltati, perché l’Amministrazione di allora fece orecchi da mercante – conclude Moreno Di Pietrantonio, segretario cittadino del Pd – Ora ci sarà una campagna politica per far capire a tutti i cittadini la situazione che stiamo vivendo: da una parte la difficoltà dell’Amministrazione e dall’altra di chi è la responsabilità per l’aumento delle tasse a carico della passata Amministrazione di centrodestra”.

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