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Pescara. Expo Sussidiarietà, conclusioni finali evento

La sussidiarietà come coraggio di valutare ciò che funziona e produce valore, superando barriere ideologiche e partitiche. La sussidiarietà come strada per superare la crisi dei nostri giorni, ripartendo dalla responsabilità di ognuno. È questo il giudizio emerso dall’Expo della Sussidiarietà, la tre giorni promossa dalla Compagnia delle Opere Abruzzo Molise in collaborazione con la Regione Abruzzo Direzione Riforme istituzionali, Enti Locali, Bilancio e Sport, che si svolta da martedì a giovedì presso il Centro Espositivo Ex Cofa del Porto Turistico di Pescara. Tre giorni di formazione, ma anche di dibattiti, incontri, esperienze e presentazioni, con tanti ospiti che hanno approfondito il tema “Per un welfare sussidiario: la sfida del cambiamento”.

Di alto profilo è stata la decima edizione della Scuola di Sussidiarietà, il corso di formazione realizzato insieme alla Fondazione per la Sussidiarietà, al quale hanno partecipato dirigenti, funzionari e manager. Tra questi, Vincenzo Pallini, funzionario della Regione Abruzzo, Direzione Riforme Istituzionali, che racconta: “Sono state lezioni particolarmente intense, da cui si possono trattenere vari insegnamenti. In primo luogo, la necessità di dati oggettivi per poter analizzare il contesto in cui si vive: nella Scuola ne sono stati forniti tantissimi, davvero indispensabili per una conoscenza di problemi e opportunità. Inoltre, non basta questa conoscenza ma serve un grande coraggio per attuare scelte utili, che sappiano valutare ciò che vale e cosa no, specie in periodi di magra come quelli attuali. In terzo luogo, la pubblica amministrazione deve superare l’autoreferenzialità, ed incontrare persone, associazioni, realtà dinamiche per confrontarsi e decidere al meglio. Infine, è necessario non rimanere incastrati nelle procedure ma, laddove la legge lo consente, rischiare con scelte e giudizi che partano dalla realtà, a vantaggio di tutti”.

Particolarmente apprezzato l’intervento di Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, che in una sala gremita ha presentato il Rapporto dedicato ai neolaureati. “Non è vero – ha detto Vittadini – che non serve laurearsi, come sostengono in molti: tutti gli indicatori ci dicono il contrario. Chi si forma, trova prima lavoro. Per questo, è necessario investire di più sull’università, come è necessario investire in capitale umano per far ripartire il nostro Paese. Purtroppo, c’è una classe politica ferma a cinquant’anni fa, che non si rende conto di cosa il mercato oggi chiede ai nostri giovani”. Dello stesso avviso anche il professor Luca Antonini, presidente della Commissione paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale, per il quale “è quasi impossibile, oggi, fare riforme in questo Paese, perché i cambi repentini di maggioranza portano a distruggere in continuazione quel po’ che si costruisce. Speriamo che in questa legislatura, dunque, si riesca a fare un passo avanti per modernizzare il sistema politico”.

Molto ricca è stata la parte espositiva, che tra i protagonisti ha avuto il Polo d’innovazione dell’Economia Civile, gestito dalla consortile Irene, con tante opere sociali, progetti, iniziative presentate ai visitatori. Nell’area workshop, poi, si sono incontrate numerose associazioni per conoscersi e farsi conoscere. E molto apprezzata è stata anche la mostra “Sinfonia dal “nuovo mondo”. Un’Europa unita dall’Atlantico agli Urali”, visitata da centinaia di studenti accompagnati da guide che li hanno introdotti alla scoperta del Vecchio Continente, delle sfide e delle sue origini. Applausi a scena aperta, infine, per il professor Franco Nembrini, protagonista di una lettura coinvolgente di Dante.

“Nella nostra regione – ha detto Giuseppe Ranalli, presidente di Cdo Abruzzo Molise – la sussidiarietà si sta affermando lentamente. Certo, c’è ancora tantissimo da fare, ma da dieci anni, grazie alla Scuola di Sussidiarietà, possiamo dire che qualcosa sta cambiando. Il problema è di tipo culturale: ci sono molte resistenze, perché la politica ha paura, convinta che sussidiarietà sia sinonimo di perdita di potere. Da quando abbiamo iniziato la Scuola di Sussidiarietà abbiamo studiato la sua portata dal welfare alla formazione professionale, dalla riforma universitaria alle pmi, fino alle public utilities e alla pubblica amministrazione. Peccato che la contrapposizione ideologica caratterizza il nostro Paese da secoli e la prassi, a prescindere da chi abbia governato, è profondamente statalista. La logica “dalla culla alla tomba”, però, non può più funzionare e questo ce lo dimostra la storia”.

Gli fa eco Carlo Masci, assessore alla Riforme Istituzionali della Regione Abruzzo, intervenuto a più riprese: “La scelta di sostenere questa iniziativa si è rivelata vincente, perché sono stati giorni di riflessione intensa, con autorevoli ospiti. Rimaniamo convinti che la strada della sussidiarietà ben si sposa con le scelte che abbiamo attuato in questi anni, ed è la sola che può permettere un salto di qualità, facendoci uscire da una fase di crisi dalle proporzioni inimmaginabili”.

 

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