Ultime Notizie
HomeTutte le agenziePescaraPescara: emergenza porto arriva a Bruxelles

Pescara: emergenza porto arriva a Bruxelles

Un arresto straordinario immediato dell’attività, che si leghi temporalmente al «fermo biologico», in modo da limitare al massimo i danni già onerosissimi, in termini economici e sociali, dovuti al mancato dragaggio del Porto di Pescara. È questo il tema dell’incontro che l’assessore con delega alla Pesca, Mauro Febbo, accompagnato dal dirigente della Direzione Pesca, terrà domani a Bruxelles con il Commissario europeo agli Affari marittimi e alla Pesca, Maria Damanaki. «Il nostro obiettivo – sottolinea Febbo – è far comprendere al Commissario che la situazione legata al mancato dragaggio del porto di Pescara, con tutte le gravi conseguenze che essa comporta, ha tutti i crismi dell’emergenza e che merita un intervento deciso e immediato». La Regione, infatti, aveva già fatto richiesta ufficiale alla Commissione europea per chiedere l’arresto temporaneo motivato da situazioni straordinarie relativamente alle imbarcazioni abilitate ai sistemi a strascico e volante, di stanza nel Porto di Pescara. Da Bruxelles è arrivato però un parere negativo nonostante l’ok sia dell’Autorità di Gestione del nostro Ministero delle Politiche agricole, sia il via libera della Conferenza della Pesca che aveva autorizzato la rimodulazione dei Fondi del Fep (Fondo europeo per la Pesca) per reperire le risorse economiche necessarie. L’iniziativa della Regione trova pieno avallo anche nelle posizioni espresse dalla marineria pescarese. Una folta rappresentanza di armatori, oltre 40, ha consegnato all’assessore Febbo, una richiesta nella quale si precisa che l’arresto temporaneo dovrebbe decorrere dal 1 luglio. «È importante sottolineare che la Regione Abruzzo ha messo a disposizione del Commissario di Governo, nominato appositamente dal Ministero per tentare di dare una svolta al processo di risoluzione dell’emergenza, 2 milioni di euro per procedere al dragaggio dei fanghi, almeno al fine di ripristinare la navigabilità della darsena commerciale e dunque la manovrabilità nel Porto in entrata ed uscita. Il Porto di Pescara – ricorda Febbo – è uno scalo di rilevanza statale e la Regione non ha nè competenze nè poteri su di esso. L’unica misura utile e proponibile, per evitare a centinaia di operatori della Pesca l’impossibilità di portare avanti un’attività economica connaturata alle origini stesse della città, è quella di praticare un arresto straordinario immediato».
INTANTO, nasce un comitato di cittadini.
Trasformare una vana azione di proposta durata due anni in un’azione di protesta costruttiva, per sensibilizzare e stimolare gli amministratori pubblici, affinchè con il Governo nazionale si definisca un percorso per dragare il Porto di Pescara. È l’obiettivo del neonato comitato «Insieme per il Porto», composto da organizzazioni del commercio e dell’artigianato, sindacati, marineria ed operatori del settore. Tra le prime iniziative del comitato, presentato stamani sulla banchina Nord del fiume Pescara, ci sono una raccolta firme rivolta ai cittadini ed una mostra fotografica, in collaborazione con la fondazione PescarAbruzzo, sull’alluvione del 1992 e la conseguente esondazione. Un grande striscione con la scritta «Insieme per il Porto», inoltre, è stato posizionato su via Paolucci, nei pressi del presidio del comitato, che sarà attivo per una settimana. «Vogliamo sensibilizzare la città e stimolare i nostri amministratori, affinchè si arrivi ad un percorso definitivo per il dragaggio – ha spiegato il presidente di Confcommercio Pescara, Ezio Ardizzi -. In tutto il mondo i fiumi sono una cosa preziosa, perchè noi invece dobbiamo avere questo scempio?», si è chiesto. Soffermandosi sulla vasca di colmata in cui, eventualmente, potrebbero essere collocati i fanghi dragati, Ardizzi ha detto che «non è abbastanza grande e non risolve il problema perchè ci sono oltre un milione di metri cubi di materiali da togliere». Il segretario provinciale della Cgil, Paolo Castellucci, ha invece sottolineato le problematiche economiche ed occupazionali dovute al mancato dragaggio. «Abbiamo aderito – ha detto – perchè pensiamo che ci siano problemi d’emergenza e di prospettiva. Ad oggi sono stati spesi e buttati al vento circa tre milioni di euro senza una soluzione. Le attività che ruotano attorno al Porto non possono essere sottovalutate perchè sono una realtà troppo importante per Pescara. Bisogna aprire un confronto con Regione e Governo per capire quale progetto portare avanti, anche in relazione alle risorse disponibili». Il direttore della Cna Pescara, Carmine Salce, sottolineando che «dal Ponte del Mare si assiste ad uno spettacolo terribile perchè è ben visibile la melma», ha spiegato che l’obiettivo della raccolta firme è quello di «far sì che anche il Prefetto possa intervenire a Roma, è l’unica cosa che ci è rimasta da fare». Si è invece soffermato sull’abbandono da parte della Snav e sull’Abruzzo che «non ha più collegamenti», il direttore della locale Confesercenti, Gianni Taucci, mentre Riccardo Padovano, del Movimento balneare, si è concentrato sui problemi relativi alla sicurezza di chi lavora nel Porto e sul rischio che salti la tradizionale festa di Sant’Andrea.

Print Friendly, PDF & Email