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Pescara, edilizia: imprese e specialisti a confronto su riforma Fornero

Commercialisti e consulenti del lavoro a consulto per valutare l’impatto della riforma Fornero sul settore edilizio abruzzese. Successo, a Pescara, dell’iniziativa organizzata da Edilcassa Abruzzo, l’ente bilaterale voluto dalle associazioni della piccola impresa delle costruzioni e dai sindacati dei lavoratori: il focus, tenuto nell’auditorium Petruzzi il 30 novembre scorso, è servito agli addetti ai lavori per familiarizzare con i nuovi strumenti contrattuali e normativi, oltre che per migliorare i rapporti tra impresa e lavoro.
E proprio i nuovi contratti sono stati al centro della discussione – aperta dopo i saluti da una relazione del responsabile di Cna Costruzioni Abruzzo, Federico Scardecchia, e chiusa dal direttore dell’Api di Pescara, Ernesto Petricca – che ha visto tra gli altri la presenza del giuslavorista Valerio Speziale e di Antonio Saccone, funzionario della Direzione Provinciale del lavoro di Pescara.
In questo rinnovato scenario normativo, in cui pure le imprese del settore edile si dibattono in una grave difficoltà – illustra il presidente regionale dell’Edilcassa Abruzzo, Dino Gavioli – spiccano i dati positivi, in controtendenza, legati all’attività dell’ente: dalle 1481 imprese iscritte nel 2009 alle 1801 del 2011; dai 6mila 564 lavoratori iscritti nello stesso anno agli 8mila 168 di due anni dopo; dagli oltre 44 milioni e mezzo di massa salariale gestita nel 2008 a una somma che sfiora i 51 milioni di euro nel 2011. Numeri che fanno il paio con l’andamento positivo dell’attività formativa gestita da Edilformas: nel solo 2012, sono stati in sui qui 116 i corsi di formazione realizzati, con 1371 lavoratori (oltre il 10% in più, ad anno non ancora terminato, rispetto al 2011), con 196 giornate formative».
Critiche, il forum pescarese le ha invece riservate alla ricostruzione nel cantiere sismico: nel mirino delle associazioni che organizzano la piccola impresa, soprattutto la decisione di passare, nell’erogazione dei contributi, dalla modalità “agevolata” a quella “diretta”. «Nel primo caso – argomenta Gavioli – in pochi giorni le somme erano messe a disposizione, con il nuovo meccanismo, al contrario, vengono a mancare certezza e velocità nell’erogazione stessa».

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