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Pescara. Edilizia, Cna: piano straordinario per il pubblico e il privato

Pescara lavori a un piano straordinario di rilancio dell’attività edilizia, puntando a uno sviluppo tanto del settore pubblico che del comparto privato, con l’occhio attento soprattutto alle ristrutturazioni, alla riqualificazione e al miglioramento energetico. E mobilitando, per ottenere questo risultato, le energie del mondo privato. E’ quanto domani proporrà la Cna di Pescara nel corso del Consiglio comunale straordinario, aperto alla partecipazione delle associazioni d’impresa, convocato per discutere sulla crisi economica e l’occupazione nel comparto delle costruzioni. Secondo il presidente e il direttore della Cna pescarese, Riccardo Colazilli, e Carmine Salce «l’occasione del confronto pubblico rappresenta una opportunità importante, per il nostro territorio e le piccole imprese, che ci piacerebbe venisse sottratta a una bega tra schieramenti politici; intento di tutti, al contrario, dovrebbe essere la ricerca di soluzioni condivise, tra istituzioni e forze sociali, in modo da mettere in campo una proposta che goda del più ampio consenso possibile».

Diverse, nel merito, le direttrici di impegno proposte dalla confederazione artigiana, che guarda con attenzione sia al campo privato che pubblico: in particolare, per quanto riguarda il settore privato, la Cna punta alla riqualificazione del patrimonio edilizio cittadino, bisognoso di un corposo intervento di carattere straordinario ed alla sua riqualificazione energetica. «Si tratta di settori – spiegano Colazilli e Salce – sui quali l’amministrazione comunale potrebbe anche intervenire con intelligenti incentivi rivolti ai privati, attraverso sgravi sulla fiscalità locale, per chi decide di intervenire, interventi che andrebbero a sommarsi agli incentivi nazionali».

Per quel che riguarda, invece, il comparto pubblico, Colazilli e Salce indicano nella ristrutturazione e messa a norma degli edifici scolastici e dell’intero patrimonio pubblico, una delle priorità da inserire in agenda. Tutto ciò – concludono – insieme alla riqualificazione delle tantissime aree dismesse di cui la città abbonda, e sulle quali realizzare altrettante occasioni di investimento».

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