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Pescara. Edilizia al palo: troppe le incompiute e i lavori pubblici fermi

L’edilizia in regione è un settore fermo da otto anni che non ha saputo trarre nemmeno dalla ricostruzione dell’Aquila la linfa vitale per poter riemergere dalle sabbie mobili, visto che il 50% delle imprese impegnate nel più grande cantiere d’Europa sono arrivate da fuori regione. Ad oggi, l’edilizia conta 3000 posti di lavoro in meno su Pescara, arrivando alla cifra di 4500 addetti impiegati nel settore.
Come poter sbloccare allora il settore?
Lucio Girinelli, responsabile territoriale FILCA CISL, punta a sbloccare almeno il settore delle opere pubbliche visto che “l’immobiliare è fermo, c’è molto invenduto e nel privato non si costruisce”.
IL rappresentante dei lavoratori edili ha scritto ai sindaci dei 46 comuni della Provincia di PEscara per sollecitare dunque un incontro, finalizzato a sbloccare ed accelerare i progetti e i cantieri fermi in questo settore, infrastrutture comprese.

Strumento proposto da Girinelli: una task force delle opere pubbliche, che veda coinvolti imprenditori e parti sociali e che magari riesca anche a rilanciare l’edilizia privata.

I sindaci non si sono dimostrati molto entusiasti: le uniche risposte pervenute a Girinelli sono del vice sindaco di Pescara, Del Vecchio, e del sindaco di Pianella, Marinelli, in programma fra pochi giorni. SOlo a Pianella sono otto i cantieri aperti.

La FILCA CISL analizza nello specifico quali sono i problemi: lo stop è imponente sulle infrastrutture e sulla mancanza di risorse pubbliche. Gli interventi in atto riguardano manutenzioni e lavorii intra presi a seguito di calamità, per non parlare delle incompiute. A Pescara, per fare un esempio, al Tribunale mancano ancora i certificati di agibilità, come atto amministrativo conclusivo di una serie di certificazioni, ma i collaudi strutturali sono stati effettuati e l’edificio è in regola, anche dal punto di vista sismico.

Il lavoro nero è la vera piaga del settore: è molto diffuso, specie per i piccoli interventi – continua Girinelli – con la conseguenza che la sicurezza diminuisce, la remunerazione anche e si crea concorrenza sleale nei confronti delle ditte serie che, in quanto in regola, costano di più.

Sono ben due i cementifici che hanno chiuso in zona, a Pescara e a Scafa, con la perdita di 300 posti di lavoro. Le speranze sono quindi riposte nel Masterplan, destinato a funzionare “solo se ci sono i soldi e non se rimane un libro dei sogni”.

Se solo si individuasse un’opera per ogni comune, Girinelli ipotizza che si potrebbe dare lavoro a 500 persone. In questa direzione va l’approvazione dell piano triennale delle opere pubbliche della Provincia di Pescara, che prevede l’inserimento di opere sui territori di Turrivalignani, Polpoli, Roccamorice, Pianella e Cepagatti, comuni precedentemente esclusi dalla programmazione, nonché opere iniziate e non ancora concluse come la strada provinciale Alanno Scafa.

Ed è previsto, ad inizio di dicembre, l’avvio dei lavori della diga foranea: 3 milioni 500 mila euro di fondi regionali PAR-FSC destinati alla riapertura della diga foranea e 1 milione e mezzo di euro di fondi del Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione della soffolta.

Si sta, quindi, operando affinché, entro la prima decade del mese di dicembre, il Provveditorato alle Opere pubbliche possa consegnare i lavori alle imprese aggiudicatarie (RCM Costruzioni del gruppo Rainone per quanto l’apertura della diga foranea e la Mac costruzioni Srl riguardo alla soffolta) nei tempi tecnici necessari per arrivare all’apertura dei cantieri. Entrambi gli interventi, in attesa della concreta attuazione del PRP, hanno la funzione di facilitare il miglioramento della qualità delle acque di balneazione. Infine, si sta procedendo anche all’affidamento della progettazione relativa al prolungamento dei moli che costituiranno i nuovi argini del fiume Pescara.

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