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Pescara. Economia, disoccupazione al 12,8% e tasso di sviluppo a -0,3%

Pescara rappresenta l’unica provincia abruzzese a far registrare contemporaneamente un aumento di iscrizioni ed una diminuzione di cessazioni d’imprese con un tasso di sviluppo negativo che migliora e passa da meno un per cento a meno 0,3, con il tasso di mortalità che passa da 8,4 per cento a 7,7 per cento. Sono alcuni dei dati forniti oggi dal presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci, questa mattina, durante l’undicesima Giornata dell’Economia alla quale hanno partecipato anche il vicepresidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione ed il  presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa. Le iscrizioni al 31 dicembre 2012 erano 2.661 contro le 2.650 del 2011 mentre le cessazioni al 31 dicembre erano 2.763, contro le 3.026 del 2011. Il settore artigianale ha fatto registrare il peggior dato degli ultimi dieci anni. Becci ha commentato che “il nostro e’ un sistema imprenditoriale vitale, che non si arrende e lotta con burocrazia e banche, oltre che con la crisi economica”. Continuano a perdere iscritti agricoltura e commercio, per i quali aumentano anche le cessazioni mentre il settore servizi registra una perdita di iscrizioni, ma anche una riduzione di cessazioni che porta ad un lieve miglioramento del saldo. In miglioramento anche i saldi di manifatturiero e costruzioni. Le difficoltà delle imprese si riflettono sul mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione passa dall’8,8% del 2011 al 12,8% del 2012, un livello mai registrato negli ultimi dieci anni ed al di sopra della media regionale e nazionale, ed e’ aumentato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni. Sul fronte dell’export le variazioni rispetto al 2011 sono state del 2,9 per cento in meno, contro il 23,7 per cento in più dello scorso anno (variazione 2011 rispetto al 2010). Il sistema creditizio ha operato, nel 2012, nella provincia di Pescara, con un numero di sportelli bancari in calo del 3,41 per cento ma in termini di densità degli sportelli bancari presenti sul territorio, il capoluogo adriatico si è mantenuto a livello regionale e nazionale (5,4 sportelli per diecimila abitanti). Gli impieghi bancari invece sono stati in calo del 2,78 per cento per imprese e famiglie e il rapporto impieghi su depositi (che esprime la quota di depositi utilizzata per la concessione del credito) è diminuito. Il rapporto tra sofferenze ed impieghi riprende a salire, segnale questo di un aumento dei crediti inesigibili per insolvenza.

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