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Pescara, dragaggio porto: buttati 500mila euro

Incompetenza, incapacità di amministratori comunali e anche profili di illegittimità che potrebbero sfociare in procedimenti penali. Li denuncia il Pd di Pescara in merito alla questione del dragaggio del porto canale.

 

Sempre il Pd chiede lo stop di quelli che definisce gli “sperperi”.
“La verità – ha detto il consigliere comunale Enzo Del Vecchio – è che oggi abbiamo una necessità di rimuovere una mole di limi accumulatisi tra il porto canale e l’avamporto cittadino nell’ordine di 150 mila metri cubi per rendere minimamente funzionale il porto, e per far questo non ci si può affidare ad un mulino che assorbe la stratosferica cifra di 250 euro a metro cubo. La situazione è intollerabile. Il porto sta chiudendo e la marineria è in subbuglio. E in questo stato gli amministratori locali restano a guardare”.
Del Vecchio ha posto poi l’accento sulle prime operazioni svolte nelle settimane passate: “Sono stati buttati a mare 500 mila euro per dragare appena 2000 metri cubi di limi, senza che ci sia stato l’abbassamento di un solo centimetro di fondali dell’area oggetto dell’escavo, come dimostrato dai rilievi batimetrici svolti dall’Arta prima e dopo i lavori (31 gennaio 2011 e 10 marzo)”.
Ma secondo il Pd ci sono anche risvolti di illegittimità e Del Vecchio spiega il perché: “Si sta scavando in assenza di analisi e dove la legge lo vieta. Non si può dragare senza analisi e caratterizzazione delle acque (le ultime analisi risalgono a oltre un anno e mezzo fa), ma nonostante tutto la situazione resta di stallo, il dragaggio fermo, con la marineria pescarese ormai esasperata”.

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