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Pescara: disoccupato minaccia suicidio da torre

Un 57enne pescarese che ha perso il lavoro nelle scorse settimane si è arrampicato su un edificio e ha minacciato di lanciarsi nel vuoto ma, alla fine, le forze dell’ordine lo hanno convinto a desistere. L’episodio è avvenuto oggi, all’interno di un impianto sportivo, nel quartiere Rancitelli del capoluogo adriatico. L’uomo lavorava per un’azienda operante nel settore dell’edilizia urbana che tre settimane fa è stata costretta a chiudere e a licenziare i dipendenti. Già nei giorni scorsi aveva protestato, incatenandosi nei pressi del Comune. Oggi, per contestare l’indifferenza delle istituzioni, ha optato per un gesto estremo: è salito su una torretta ed ha minacciato il suicidio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e personale della Questura, tra cui il questore Paolo Passamonti, che ha parlato a lungo con il 57enne, convincendolo a scendere e assicurandogli un incontro con il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia. Il primo cittadino ha poi incontrato il disoccupato e, criticando fermamente il gesto odierno, si è fatto consegnare il curriculum. L’uomo, sposato e padre di due figli, è un ex componente della ‘banda Battestinì che, guidata da Rolando Battestini, abruzzese di Giulianova (Teramo), imperversò tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80 in Abruzzo e nelle vicine Marche. Dopo aver scontato la pena, negli ultimi anni conduceva una vita regolare, tra lavoro e famiglia.

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