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Pescara, Costruttori Ance, Sciarra: sì a fascicolo di fabbricato, demolizioni e prevenzione sismica

Quanti edifici resterebbero in piedi a Pescara se entrasse in vigore la legge sul fascicolo del fabbricato?

Pochissimi se, come sarebbe scontato, si prevedesse che nel fascicolo deve esserci anche la CERTIFICAZIONE ANTISISMICA. E’ un fatto strano che si torni a parlare della questione fascicolo proprio in seguito al sisma del 24 agosto ma non si faccia al contempo alcun cenno alla obbligatorietà della certificazione antisismica.

Presidente cosa pensa del livello di prevenzione antisismica in essere a Pescara?

Esiste una stima precisa in proposito che fa riferimento a tutto il patrimonio nazionale e dalla quale si deduce benissimo lo stato dell’arte e del pericolo del Paese e quindi nel Capoluogo adriatico.

Abbiamo circa 15 milioni di abitazioni da adeguare per una spesa che si aggira intorno ai 1.500 miliardi a lavoro finito. Dunque, parliamo di un numero elevatissimo.

A Pescara il patrimonio di valore storico artistico rappresenta un dato prossimo quasi allo zero per cui, paradossalmente, siamo in una situazione idilliaca per fare prevenzione.

Cioè?

Demolire e ricostruire. Pescara ha talmente tanti edifici vuoti ed abbandonati che è solo questione di volontà politica se abbatterli o no.

La via da percorrere subito è quella della DEMOLIZIONE DEI RUDERI privi di valore artistico ed architettonico perché questi sono soltanto un pericolo e non un valore. Aspettare un disastro è colpevole.

Ci sono i presupposti?

Esistono le norme sulla riqualificazione urbanistica, cioè sul rifacimento integrale delle aree degradate, o anche di singoli edifici.

Lo strumento della DEMO-RICOSTRUZIONE va incentivato, per questo il Comune di Pescara deve recepire subito le regole nazionali in vigore.

La situazione sul fascicolo del fabbricato quale è?

Siamo all’anno zero. Se esistesse un fascicolo molti fabbricati potrebbero, anzi, dovrebbero essere demoliti immediatamente. Purtroppo non è così.

Alcune Regioni come Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Emilia Romagna e Puglia in passato, come evidenzia un dossier predisposto dall’Ance, ci avevano già provato, ma quasi tutte le norme sono state bocciate dalla Corte Costituzionale.

Sia il Lazio che la Campania hanno una legge istitutiva del fascicolo del fabbricato (entrambe dichiarate parzialmente incostituzionali) che risalgono al 2002 ma che di fatto rimandano ai Comuni la competenza a prevederne l’obbligatorietà mediante i propri regolamenti edilizi. In Emilia-Romagna, invece, l’obbligo di dotare l’edificio della scheda tecnica descrittiva e del fascicolo del fabbricato per attestarne l’agibilità e la conformità edilizia è stato abolito a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Il ruolo del Piano Casa in tutto questo?

Nell’ambito delle proprie leggi sul Piano Casa sia la Campania che la Basilicata (qui tuttavia la norma è stata poco dopo abolita) hanno subordinato la realizzazione degli interventi alla predisposizione del fascicolo di fabbricato.

L’ultima legge ad essere stata abrogata, circa un anno dopo la sua pubblicazione, è stata quella della Puglia, ponendo così drasticamente fine all’impugnativa del Governo.

Aggiungo che l’obbligo del fascicolo di fabbricato è stato introdotto, di recente, nel nuovo regolamento edilizio del Comune di Milano nel 2014. Si tratta di un obbligo posto a carico del proprietario o amministratore di condominio per tutti gli edifici di nuova costruzione oppure oggetto di sostituzione o ristrutturazione edilizia e ampliamento.

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