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Pescara: continuano i problemi alla rete idrica

Aumenta di giorno in giorno il numero dei comuni interessati dalle chiusure notturne dei serbatoi disposte dall’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) di Pescara che, avviate a fine giugno, andranno avanti almeno fino al 2 settembre: da stanotte rimarranno senz’acqua anche i cittadini di Roccamontepiano (Chieti). La chiusura dei serbatoi si è resa necessaria perchè, nonostante le eccezionali nevicate che lo scorso inverno hanno interessato l’Abruzzo, i livelli di acqua delle sorgenti risultano più bassi degli altri anni. I Comuni interessati dal provvedimento – in alcuni casi solo in determinati giorni e in precise zone, in altri ogni giorno e su tutto il territorio comunale – oltre a Roccamontepiano sono: Tocco da Casauria, Torre dè Passeri, Cepagatti, Caramanico Terme, Rosciano, Alanno, Scafa, Manoppello, Cugnoli, Civitaquana, Catignano, Nocciano, Pietranico Pescosansonesco, Brittoli, Civitella Casanova, Collecorvino, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Penne, Villa Celiera (Pescara); Chieti, San Giovanni Teatino, Torrevecchia Teatina, Casalincontrada, Pretoro (Chieti). L’Azienda comunica inoltre che, dalle prime ore della mattinata, la squadra di pronto intervento è impegnata nei lavori di sostituzione di una saracinesca, ormai «vecchia e obsoleta», situata in via Milano a Pescara, all’incrocio con via Genova. Via Milano, pertanto, resterà chiusa al traffico, nel tratto compreso tra via Genova e via Trieste, fino alle 17.30. Per quanto riguarda l’episodio relativo alla presenza di acqua non potabile in un condominio via Chieti a Montesilvano (Pescara), l’Aca annuncia di aver effettuato due prelievi straordinari per analisi batteriologica e di cloro residuo e spiega che la gestione dell’azienda arriva fino e non oltre il contatore, mentre la non conformità comunicata riguarda «un campionamento effettuato dopo il contatore dell’utente, in ingresso all’impianto interno di autoclave». Sottolineando che «la situazione è continuamente monitorata», l’Azienda comprensoriale acquedottistica afferma che «qualora i risultati delle analisi finali confermassero la non potabilità dell’acqua, provvederemo immediatamente al rifacimento dell’allaccio della palazzina che risulta attualmente collegata alla vecchia condotta idrica».

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