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Pescara, Confindustria: Marramiero su porto, “Siamo il paese di Pulcinella”

E’ stata molto dura la reazione di Enrico Marramiero, presidente di Confindustria Pescara, in relazione alle dimissioni di Guerino Testa da commissario straordinario del porto di Pescara. “E’ un giorno tristissimo – ha detto a margine della conferenza stampa di Testa. Pensavo che con un impegno costante, toni bassi e senza manifestazioni eclatanti, avremmo potuto risolvere i problemi ma questo mio atteggiamento e’ stato un fallimento, purtroppo non si e’ approdati a niente e oggi siamo sconfitti. Prendo le dimissioni di Testa come uno stimolo. Anzi, forse dovevano arrivare prima perche’ la situazione e’ intollerante”. Marramiero ha detto poi che siamo di fronte alla “morte del porto di Pescara: la situazione e’ drammatica, si perdono posti di lavoro, e nonostante si dica che si punta sul turismo si chiude il porto”: Marramiero ha anche chiesto di sapere la verita’ sulle analisi del materiale da dragare e cioe’ se ha ragione l’Arta o il laboratorio consulente della Procura e ha annunciato un dossier sulla questione del porto. “Siamo nel paese di Pulcinella, ha commentato con amarezza, un Paese africano dove le istituzioni non contano piu’ niente”. Poi, rivolgendosi a Testa, al comandante della Capitaneria di Porto e al rappresentante della marineria, ha concluso: “Non siete soli, se si deve alzare la voce noi ci siamo”.
I FATTI:
Il commissario del porto di Pescara, Guerino Testa ha rassegnato questa mattina le dimissioni dall’incarico. La decisione maturata nelle ore precedenti è stata comunicata ai membri della marineria pescarese, a seguito delle mancate risposte ricevute dallo stesso commissario, dagli organi preposti, per la risoluzione del grave problema riguardante il dragaggio del fiume Pescara.
Impossibilitato ad agire «a causa di veti incrociati»: così Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara, spiega le sue dimissioni dall’incarico di commissario del porto del capoluogo adriatico, comunicate per raccomandata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Il mancato dragaggio del fiume Pescara – ha spiegato in conferenza stampa questa mattina – ha comportato e comporta un danno economico per tutta l’economia abruzzese, oltre che per la marineria pescarese. Il Governo non ha tirato fuori un solo euro. La Regione Abruzzo, invece, ha fatto la sua parte, mettendo a disposizione 2 milioni». Come lamentato da più parti, il progressivo accumularsi di detriti e sedimenti all’imboccatura del porto rende da tempo difficile la navigazione anche a barche di piccolo cabotaggio, quindi anche alla flotta peschereccia. La decisione di dimettersi da commissario, ha aggiunto Testa, «è scaturita dall’impossibilità di operare concretamente. Quando nel giugno 2011 accettai l’incarico, ritenevo che i problemi potessero essere risolti. Il problema non solo non è stato risolto, ma neanche affrontato dal governo centrale. Ci sentiamo quasi presi in giro». Per Testa la marineria pescarese «ha dimostrato grande responsabilità e non merita tutto questo. Senza aggiungere la preoccupazione per le ricadute sociali di questa situazione». Presente alla conferenza stampa, il comandante della Direzione Marittima, Luciano Pozzolano, ha auspicato un passo indietro dell’ex Commissario: «Nonostante tutto dobbiamo continuare a cercare soluzioni a ogni costo. Io auspico che Testa ritiri le dimissioni». Dure le parole del rappresentante della marineria, Francesco Scordella: «Vogliamo ringraziare Testa e il comandante Pozzolano. A Pescara è in gioco la vita delle persone. Siamo delusi e amareggiati. È una vergogna che la politica nazionale non sia riuscita a risolvere i problemi». Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il direttore generale dell’Arta (agenzia regionale tutela ambiente), Mario Amicone, il presidente di Confindustria Pescara, Enrico Marramiero, e il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci.

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