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Pescara, Confindustria: Marramiero rilancia Val Pescara

Rilanciare le aree dei comuni della Val Pescara e della zona Vestina, dove si registrano situazioni di crisi tra le più gravi della regione: è l’obiettivo di un documento unitario firmato, oggi, a Pescara, da Confindustria, Confapi, Cna insieme alle organizzazioni sindacali provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il documento si propone di regolare l’attività congiunta dei soggetti pubblici e privati in modo da tutelare l’apparato produttivo esistente, assicurare la ripresa delle attività industriali e salvaguardare l’occupazione dei siti industriali in crisi: quattro in particolare le linee di azione previste e sottoposte all’attenzione della Regione Abruzzo. La prima azione mira all’individuazione di un piano «prioritario» di interventi infrastrutturali. Tra essi vengono ritenuti «improrogabili»: il completamento logistico infrastrutturale dell’Interporto, l’efficientamento della infrastruttura aeroportuale, l’approvazione definitiva del Piano regolatore portuale del Comune di Pescara ed il prolungamento dell’asse attrezzato fino al porto, l’adeguamento e lo sviluppo del sistema di collegamento ferroviario nelle direttrici Roma-Pescara e Pescara-Bologna. Per quanto riguarda la seconda azione, indicata nel documento, prevede la ricognizione da parte della Regione di tutti i progetti presentati dalle aziende del pescarese nell’ambito dell’intervento «Fabbrica Abruzzo» e, tra questi, gli interventi da avviare in Val Pescara e nella zona Vestina. La terza è l’individuazione dei fattori di sviluppo strategico per il rilancio competitivo delle imprese e del lavoro, che saranno oggetto di interventi finanziari ed agevolativi con appositi bandi pubblici. La quarta azione punta, infine, ad interventi in favore di giovani, donne, over 50 e lavoratori precari. A proposito di questa quarta azione, il segretario provinciale della Cgil, Paolo Castellucci ha fatto presente che attualmente sono iscritti negli uffici di collocamento del pescarese circa 49 mila persone, ben 11 mila delle quali hanno un’età superiore ai 50 anni, mentre 1.250 hanno addirittura più di 60 anni. Sempre secondo i dati forniti dal sindacalista, il 55% degli iscritti sono donne. «Stime preoccupanti – ha commentato – per le quali occorrono interventi immediati». Anche per il presidente provinciale di Confindustria, Enrico Marramiero, la situazione è «difficilissima», in particolare quella del credito. «Non riusciamo ancora a spendere – ha sottolineato – i fondi europei previsti. Quello che chiediamo sono tempi certi e rapidi per la pubblicazione dei bandi e per l’erogazione dei finanziamenti»

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