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Pescara, Confindustria: da Anav no ad azienda unica tpl

 

Il dibattito mediatico ed istituzionale sul Trasporto Pubblico Locale è coagulato sull’aggettivo UNICO, appiccicato ai sostantivi Bacini (unico) ed Azienda (Unica), che dovrebbe sciogliere con un sol colpo, il nodo dell’efficientamento della gestione complessiva del trasporto

, degli sprechi e dei costi della politica in un settore che rappresenta nella Regione Abruzzo il secondo capitolo di spesa dopo la sanità. A nostro avviso con l’Azienda Unica e con il Bacino Unico si va nella direzione opposta rispetto agli obiettivi che si vorrebbero centrare. Uno studio di LEM REPLY, condotto su scala europea su un campione di aziende pubbliche e private, ed illustrato a Roma il 25/5/2011 nel corso dell’Assemblea della nostra Associazione, ha evidenziato che nel TPL non vi sono economie di scala. In generale, invece, l’aumento delle dimensioni per fusione comporta un incremento dei costi unitari, in particolare quelli del lavoro. In sostanza l’effetto certo della fusione è la “diseconomia di scala” (basta solo pensare all’effetto devastante sul costo del lavoro dell’allineamento all’insù dei contratti di secondo livello). Lo studio LEM REPLY evidenza, inoltre che nel raffronto tra aziende pubbliche ed aziende private il costo orario del servizio erogato è attestato, rispettivamente, ad € 72 contro € 55 (+30%). In sostanza le aziende pubbliche costano di più in quanto tali rispetto alle private. E la sommatoria, attraverso la fusione, delle stesse imprese non fà si che il totale dei costi rimanga invariato o, come sperato, si riduca, ma è dimostrato che, ahimè, aumenta. Per quanto riguarda la scelta programmatica sui bacini e sulle conseguenti gare rinviamo alla nostra memoria in data 21.04.2011 in cui abbiamo esposto al Presidente Gianni Chiodi ed all’assessore Giandonato Morra, in modo articolato, la nostra proposta di metter a gara sette bacini per l’intera regione con sbarramento antitrust in misura percentuale (20%) e/o in numero di lotti massimo attribuibile ad un unico soggetto privato o pubblico. La Gara Unica per il Bacino Unico di cui si sente parlare riguarda solo i servizi extra-urbani, mentre per i servizi comunali rimarrebbero da esperire, in base alle norme vigenti, le gare per oltre una decina di comuni per un totale di gare, in ambito regionale, quasi doppio rispetto alla nostra proposta. La razionalizzazione del Trasporto Pubblico Locale non si ottiene attraverso la sovrapposizione di bacini da mettere a gara da parte di Enti diversi, ma dando ad un’unica stazione appaltante il governo complessivo del bacino per tendere all’azzeramento di servizi plurimi finanziati due volte od anche tre, considerando il servizio ferroviario laddove ricorre. Quanto al bacino ottimale non c’è una ricetta valida per tutti i contesti, ma possiamo dire che un bacino è ottimale se soddisfa nel miglior modo – rapporto costo-beneficio (indice della qualità) – le esigenze di mobilità in base alla domanda lavorativa, scolastica ed in funzione di servizi sociali degli abitanti dei comprensori. A tal proposito ricordiamo che nel corso del Convegno del 30.6.2011 organizzato al PD a Pescara è emerso con chiarezza, attraverso gli interventi di Marcello Panettoni ed Alfredo Peri, rispettivamente Presidente Nazionale di ASSTRA (Associazione delle Imprese Pubbliche di Trasporto Locale) ed Assessore ai Trasporti dell’Emilia Romagna, che i bacini “veri” sono quelli “naturali” (Panettone ha fatto un esempio: in Toscana come può far bacino unico la Lunigiana con la Maremma?) ed hanno, inoltre, rimarcato che le Regioni non fanno di mestiere gli “imprenditori” e che occorre separare nettamente, in capo a soggetti diversi, la programmazione, la gestione ed il controllo per azzerare ogni potenziale “marmellata” (è questo il termine usato dall’Assessore Peri) quando controllore e controllati si confondono.
In ultimo, ma non ultimo, riteniamo che:
a) l’individuazione sul numero ottimale dei bacini da metter a gara non può seguire il progetto di fusione delle 3 aziende, ora all’esame del Consiglio Regionale, ma debba precedere qualsiasi progetto di riassetto societario di cui, in ogni caso, sfuggono i profili di economicità, timidamente enunciati, ma non individuati;

b) la scelta di cui al punto che precede vada accompagnata da un progetto che associ investimenti infrastrutturali (oggi molto carenti) e moduli organizzativi che facciano del Cittadino Utente il vero Protagonista del Trasporto Pubblico Locale affinché quest’ultimo diventi un punto di forza della qualità della vita e per consentire ad una pluralità di cittadini, sempre più ampia, di rivolgersi a tale servizio non per necessità, ma per scelta dettata dalla qualità.

ANAV ABRUZZO

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