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Pescara: Confesercenti elabora proposta per città

 

La Confesercenti di Pescara elabora un documento, da consegnare al Comune, per proporre una «rivoluzione del settore». «Così non si va avanti: la crisi è strutturale, le attività economiche mortificate e in città ci sono oltre 600 locali sfitti:

una situazione non più sostenibile» affermano presidente di Confesercenti, Bruno Santori, e direttore, Gianni Taucci. L’associazione imprenditoriale parla di una crisi «che va oltre la congiuntura internazionale». «Le problematiche del centro città vanno affrontate con serietà, con una costante partecipazione delle forze imprenditoriali – dice Santori – a partire da un patto dei Sindaci per dire stop alla grande distribuzione e da un patto con i consiglieri regionali eletti a Pescara per non liberalizzare orari e aperture domenicali. Diventa centrale per noi ripensare la localizzazione degli uffici di rilevanza pubblica, oggi tutti fuori dal centro». «Proponiamo un patto con le Fs per liberare le aree all’interno della stazione e dedicarla ad attività commerciali a bassa locazione, così come proponiamo che il Comune si faccia carico di un patto con i proprietari immobiliari per calmierare i prezzi degli affitti che ora strozzano i commercianti». Ai consiglieri regionali eletti a Pescara si chiede un impegno formale e pubblico affinchè non ci sia più nessun via libera ai centri commerciali e nessuna liberalizzazione degli orari e delle aperture festive. «Il Sindaco di Pescara si faccia carico di un Patto dei Sindaci dell’area urbana in cui ci si impegni solennemente a dire no ad ulteriori aperture. I centri commerciali stanno programmando il raddoppio delle proprie aree e questo sarà un ulteriore colpo al commercio urbano. Troppe volte siamo rimasti da soli, noi di Confesercenti, a combattere questa speculazione commerciale ed edilizia: la situazione è talmente grave che anche chi in passato ha agevolato la realizzazione di centri commerciali deve ora dire basta».

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