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Pescara, Confcooperative: per coop buone possibilità da riforme governo

“Lo scenario di cambiamento dovuto ai provvedimenti del Governo in materia sanitaria offre alle imprese cooperative un’occasione da cogliere per potenziare la mobilitazione delle risorse locali nella progettazione dei modelli organizzativi dotati delle caratteristiche di multifunzionalità e di integrazione delle specialità che meglio rispondono alle esigenze locali”. Lo afferma il presidente di Confcooperative Pescara e vicepresidente regionale della Confederazione delle cooperative, Giuseppe D’Alessandro, nell’analizzare i contenuti dei recenti provvedimenti approvati dall’Esecutivo nazionale.
Con la durissima crisi economica in atto, infatti, numerosi sono stati gli interventi del Governo in materia sanitaria, con l’obiettivo di lanciare segnali molto chiari sulla strada del ridimensionamento della funzione ospedaliera e del rinnovamento organizzativo dell’assistenza primaria.

In particolare, con il decreto sulla cosiddetta “spending review”, nel disporre la riduzione lineare dei posti letto ospedalieri pubblici e privati accreditati con l’abbattimento dello standard regionale al 3,7 per mille abitanti comprensivi di 0,7 posti letto per la riabilitazione e la lungodegenza, secondo D’Alessandro “l’Esecutivo fornisce alle Regioni una serie di indirizzi che attestano una forte e positiva attenzione per la riorganizzazione dei servizi di assistenza primaria, evidentemente considerati come complemento indispensabile del ridimensionamento dell’offerta ospedaliera”.

Tra questi vi sono il rispetto della riorganizzazione di servizi distrettuali e delle cure primarie finalizzate all’assistenza h24 sul territorio secondo gli standard europei, il passaggio dal ricovero ordinario a quello diurno e dal ricovero diurno all’assistenza in regime ambulatoriale, favorendo l’assistenza domiciliare, e la sperimentazione di nuovi modelli di assistenza, anche attraverso specifiche sinergie tra strutture pubbliche e private, ospedaliere ed extraospedaliere.

“Sono ambiti, questi – commenta il vicepresidente di Confcooperative Abruzzo – nei quali la cooperazione associata può e deve dare un contributo  importante, anche attraverso la proposta, sia verso il pubblico che verso il privato cittadino, in forma integrata tra le diverse cooperative”.

Per quanto riguarda il “decreto Balduzzi“, il provvedimento, secondo D’Alessandro, affronta in termini innovativi il tema centrale dell’integrazione e della continuità delle attività assistenziali sul territorio ed indica la strada per superare lo stato di frammentazione in cui esse versano. “Vale a dire – spiega il presidente – superare il posizionamento individuale del medico di medicina generale ‘solista’ e puntare a formule aggregative e strutturate non solo tra i medici di base, ma coinvolgendo anche altri soggetti, compresi gli operatori del sociale a rilevanza sanitaria, al fine di costruire una rete di poliambulatori territoriali aperti al pubblico per l’intera giornata nonché nei giorni festivi e prefestivi”.

“Anche il recente schema del decreto ministeriale di determinazione degli standard dell’assistenza ospedaliera, in attesa di approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni – aggiunge D’Alessandro -, individua momenti funzionali interni dell’ospedale specificatamente volti a promuovere l’integrazione-interazione tra ospedale e territorio in logica di miglioramento dei flussi in entrata e in uscita dai nosocomi, al fine di contenere i ricoveri inappropriati e favorire la dimissione protetta”.

“Confcooperative, rinnovando lo spirito innovativo che anche la Regione Abruzzo presumiamo vorrà cogliere dalle indicazioni del Decreto del Governo, ricorda all’Esecutivo regionale la necessità di risolvere la problematica relativa al tema del non rilascio dell’autorizzazione per l’apertura di attività mediche in forma di poliambulatori. Si tratta di una questione che, a tutt’oggi, nonostante tali strutture non comportino costi per le casse pubbliche, inibisce la libera iniziativa di esercitare in forma societaria le attività mediche specialistiche e poliambulatoriali, in quanto, lo ribadiamo – conclude Giuseppe D’Alessandro -, le autorizzazioni non vengono rilasciate dalla Regione Abruzzo”.

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