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Pescara. Comune, aumenta la pressione fiscale: ecco le tariffe

Sono stati il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore Bruna Sammassimo ad annunciare questa mattina le scelte del Comune di Pescara in merito alla pressione fiscale. Si tratta di una “manovra pesantissima per l’amministrazione e per i cittadini”, con “scelte finalizzate a risanare subito e avere sicurezza finanziaria per il futuro”. Ancora una volta e’ stato ricordato che l’amministrazione che si e’ appena insediata ha “trovato e affrontato una situazione drammatica nei conti del Comune”, e “si e’ cercato fino all’ultimo di evitare l’aumento della pressione fiscale”, che ci sara’. “Le alternative, pero’, non erano molte” – ha detto il sindaco. Per la Tasi il Comune di Pescara prevede l’aliquota del 2,5 per mille, con un gettito di 10.400.000 euro, mentre per l’Imu l’aliquota e’ stata portata al 10,60 per 1.000 (era al 10,25) con un maggior gettito di 2.350.000. Per quanto riguarda invece la Tari si procedera’ a una diversa ripartizione del carico tra famiglie ed imprese, mentre l’aliquota Irpef passera’ dallo 0,49% allo 0,8%, e produrra’ un maggior gettito pari a circa 4 milioni di euro. Ora si annuncia “il confronto con le categorie produttive, i sindacati e i cittadini”, dopodiche’ “sara’ il Consiglio Comunale a decidere se Pescara potra’ essere salvata dal dissesto”. Le responsabilita’ di quanto avviene, e’ stato messo in evidenza, sono dei precedenti amministratori che oggi dicono “di non avere responsabilita’ e colpe, al punto da non votare il consuntivo che hanno contribuito a provocare tale situazione”. Tra gli obiettivi politici perseguiti dalla giunta Alessandrini la “riduzione della spesa in tutti i capitoli in cui era possibile farlo, con un risparmio sul fronte della spesa del personale per l’assunzione dei dirigenti, staff del sindaco e direttore generale, pari a 300.000 (ci sono due dirigenti in meno nominati all’esterno e due sono scelti all’interno del Palazzo, in piu’ l’incarico di direttore generale e’ stato conferito al segretario)”. Inoltre si e’ puntato a “bloccare e ridurre tutte le voci di spesa non comprimibili rispetto al 2013 (spese obbligatorie, mensa scolastica, mutui, personale) e a rendere il Bilancio sul fronte delle entrate trasparente, leggibile e veritiero”.

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