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Pescara: compost a km zero

Trasformare in fertilizzante per l’agricoltura la frazione organica dei rifiuti derivante dalla raccolta differenziata, seguendo un processo naturale. E’ questo il progetto di quattro Comuni del territorio pescarese, e cioè San Valentino in Abruzzo Citeriore, Roccamorice, Cappelle sul Tavo e Moscufo, che puntano a realizzare in forma associata uno o più impianti per la realizzazione di compost, in modo da ridurre le spese attualmente sostenute sotto la voce rifiuti, incidendo meno sulle tasche dei cittadini.
Il progetto, per il quale è stata formalizzata oggi un’intesa, è già partito perché i Comuni hanno pubblicato dei bandi finalizzati ad intercettare le proposte migliori, per ciò che riguarda la tecnologia da utilizzare, e si andrà presto a costituire un tavolo tecnico di lavoro che analizzerà i progetti ricevuti – ha spiegato stamani Angelo D’Ottavio, sindaco di San Valentino e rappresentante dell’associazione Borghi autentici d’Italia, che ha proposto ai comuni aderenti questo tipo di approccio in materia di rifiuti. “Oggi spendiamo troppo per differenziare il pattume – ha sottolineto D’Ottavio – e con questo progetto, denominato CompostAutentico, intendiamo ridurre la spesa, valorizzando la parte organica che, una volta trasformata in compost, può essere rivenduta e quindi diventare una fonte di introito”.
“Nell’attivare “Compostautotentico” i quattro Comuni hanno seguito al meglio le indicazioni del Piano provinciale dei rifiuti, cogliendone a pieno lo spirito – ha ricordato l’assessore provinciale all’Ambiente Mario Lattanzio. Lo strumento di pianificazione appena passato in Consiglio provinciale prevede sì un impianto di compostaggio a Spoltore ma i piccoli comuni possono comunque organizzarsi tra loro, come sta accadendo, per dar vita ad altri impianti e ridurre, ad esempio, le spese di trasporto”.
Soddisfatti della sinergia i sindaci degli altri tre Comuni coinvolti. Licia Maiorano, primo cittadino di Cappelle, ha fatto notare che “la raccolta differenziata riguarda da noi il 60 per cento del pattume e il 25 per cento è umido, e questo dato incide in maniera importante sul bilancio. Ora possiamo immaginare di realizzare il compost, da vendere e riutilizzare in agricoltura”. “A Moscufo – ha spiegato il sindaco Alberico Ambrosini – siamo nella fase del passaggio al porta a porta e a fronte di un indubbio vantaggio ambientale si pone il problema dei costi aggiuntivi. Ben venga dunque il progetto di creare fertilizzante di qualità da usare sul nostro territorio”. Nicola Rosati, delegato all’ambiente del comune di Roccamorice ha sottolineato invece che questa idea ci “dà una spinta ad andare avanti perché ad oggi l’umido, che trasportiamo ad Aielli, incide negativamente in termini di fondi e personale comunale”.
Fonte: pagine abruzzo

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