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Pescara: comitati contro tariffe Aca

Per evitare gli aumenti delle tariffe dell’acqua da parte dell’Azienda Comprensoriale Acquedottistica (Aca) di Pescara ed arrivare ad una gestione «efficiente e democratica» del servizio idrico integrato, i comitati per l’acqua pubblica consegneranno, oggi, ad una delegazione di sindaci del territorio servito dall’Aca, che comprende Pescara e provincia, ma anche di diversi Comuni del teramano e del chietino, un documento contenente una serie di proposte. Nel documento, i comitati chiedono sostanzialmente che prima di aumentare le bollette dell’acqua, si provveda al taglio di tutti i costi «inappropriati ed inutili» come le esternalizzazioni per le attività ordinarie. Propongono, inoltre, la realizzazione della Valutazione Ambientale Strategica (Vas) sulla revisione del nuovo Piano d’Ambito in modo da decidere insieme ai cittadini quali devono essere le priorità per gli investimenti; riforma radicale dell’Aca con trasformazione in consorzio pubblico sull’esempio del Comune di Napoli; revisione della legge regionale con individuazione di forme di gestione partecipata dal basso e di unità di gestione dell’acqua rispettose dei limiti dei principali bacini idrografici; taglio della voce «remunerazione del capitale» dalla tariffa, così come deciso dal referendum. Illustrando il documento, Augusto De Sanctis del Wwf ha spiegato che, da alcuni mesi, i sindaci sono chiamati a decidere su una proposta di revisione del Piano d’Ambito, avanzata dal commissario straordinario Pierluigi Caputi, che «prevede fortissimi aumenti delle tariffe dell’acqua, senza però incidere realmente sulla gestione operativa dell’Aca». Renato Di Nicola di Abruzzo Social Forum, da parte sua, ha fatto presente che si vuole approvare una revisione redatta nel 2010 e che, pertanto, «non tiene in alcun conto l’esito del referendum».

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