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Pescara. Borgo Marino Nord, Presidente Ingegneri Vicaretti: ‘inaccettabile’

“Non è accettabile che il centro di una città, per di più capoluogo, sia tenuto bloccato e addirittura aggredito da un’area degradata come quella del Borgo Marino Nord. Ci sono stati anche piani di ristrutturazione urbanistica proposti da privati, ma neanche se ne sa l’esito” solo per l’incapacità di assumersi responsabilità in una direzione o nell’altra”.

Lo ha detto oggi Maurizio Vicaretti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Pescara, davanti alle baracche e al materiale di risulta misto a spazzatura che sovrastano via Bruno Buozzi, la strada che attraversa la città passando davanti alla Scuola Borgomarino e al Parco Villa de Riseis.

Oltre al pericolo, rappresenta un esempio di inciviltà di cui nutriamo quotidianamente i nostri giovani mentre vanno a scuola oppure a giocare al Parco.

“Un atto di imperio del Comune sarebbe a termini di legge, visto che l’area nel piano urbanistico è mappata proprio con la finalità della riqualificazione. Anche l’esproprio è previsto quale strumento a disposizione della Pubblica Amministrazione, ma ci vuole capacità di imporsi e anche di ricondurre al senso di opportunità la Sovrintendenza. Qualche anno fa, infatti, il piano di riqualificazione presentato dai privati fu ostacolato proprio dalla Sovrintendenza che volle a tutti i costi il mantenimento delle facciate. Questo bloccò il progetto, con il solo risultato che poi le facciate furono abbattute perché pericolanti. Un altro esempio di inconcludenza della quale Pescara paga il prezzo ancora adesso”.

“La questione delle proprietà indivise è diffusa in tutta Italia, non è un problema di Pescara, ma altrove si è trovata la quadra senza scontentare nessuno: perché a Pescara risulta impossibile?”

Certo rimane difficile da credere che una manciata di cittadini proprietari delle baracche adibite a garage riescano a tenere sotto scacco una città intera e che si rifiuterebbero di avere dei posti auto coperti in un’area riqualificata. Il problema non è il disaccordo tra i cittadini, perché non sono loro quelli deputati alla redazione dei progetti di opere pubbliche: gli strumenti esistono e vanno attuati con coraggio.

“Il Comune agisca di imperio oppure faccia spazio alle imprese private: l’area del Borgo Marino è tale da consentire anche un ristoro economico per cui nulla giustifica il protrarsi della situazione attuale”.

La mappatura consente sia la totale demolizione che la conservazione di qualche porzione, come per esempio quella delle botteghe: non è detto che si debba necessariamente scontentare chi vuole a tutti i costi onorare la memoria storica del quartiere. Certo, pensare di conservare tutto è ormai assurdo, si tratterebbe di accollarsi una spesa enorme – con conseguenti costi di manutenzione degli edifici e delle aree verdi – senza avere nulla in cambio per la città sia in termini di patrimonio architettonico, che non c’è, che di legittima e doverosa fruizione pubblica.

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