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Pescara, biblioteca in agonia: fondi mai stanziati

“Uno scarsissimo interesse per la cultura e per i servizi davvero utili al territorio: solo così è possibile spiegare perché la Provincia di Pescara ha ridotto all’agonia la Biblioteca provinciale. Parliamo di un luogo di aggregazione, peraltro rimasto unico a Pescara, che per tutto il ‘900 è stato anche uno dei punti di riferimento dell’intera area pescarese per la ricerca, per lo studio e per l’utilizzo del notevole patrimonio librario di cui è dotato e che oggi giace quasi del tutto inutilizzato nei locali dichiarati inagibili e rimasti tali.” La forte accusa è di Antonella Allegrino, consigliere provinciale di Pescara.
“Eppure”, incalza Allegrino, “il presidente Testa aveva più volte annunciato la rinascita della biblioteca. Prima nel 2010, sfoderando in pompa magna l’intenzione di stanziare fondi per riqualificarla, circa 700mila euro, che però non sono mai approdati in bilancio. Poi, poco più di un anno fa, con un’iniziativa congiunta Provincia-Comune Testa, annunciando il trasferimento presso un’ala vuota e agibile dell’ex tribunale, ad uso del Mediamuseum, ceduta dal Comune in cambio dei capannoni dell’ex Napolplast. Uno scambio sempre dichiarato imminente, ma mai avvenuto, chissà perché.
Come inspiegabile appare l’intempestività con cui la Provincia ha consegnato il progetto di adeguamento alle norme di sicurezza che renderebbe di nuovo fruibile la parte chiusa dei locali storici della d’Annunzio: il progetto per l’adeguamento, è stato presentato quando i 180 giorni concessi dai Vigili del Fuoco per provvedere alla messa a norma erano già scaduti, tant’è che è stato necessario avere una proroga straordinaria per farlo e, nel caso il progetto venisse dichiarato idoneo, per provvedere a lavori che negli ultimi sei mesi a disposizione dell’Ente non sono stati nemmeno abbozzati.”
“Niente interesse e ad oggi anche niente fondi, perché le risorse per la biblioteca dovrebbero venire dall’alienazione di immobili provinciali di cui l’Ente non riesce di fatto a sbarazzarsi.
In tre anni e mezzo Testa sulla biblioteca ha fatto solo tagli, malgrado promesse e sollecitazioni arrivate anche da me sull’argomento. Prima è toccato ai fondi per le attività, falciati di 63 euro nel 2010; poi al personale, ridotto a poche unità (ad oggi c’è una bibliotecaria e mezzo) a causa della razionalizzazione dei precari; infine addio agli spazi passati che oggi si riducono ai 128 posti di lettura nelle sale disponibili agli utenti, visto che fino a dicembre 2011 erano oltre 96mila in media le frequentazioni per il prestito e la consultazione dei libri, oggi ridotte praticamente a zero.
Sarebbe gravissimo lasciare passare inutilmente anche i prossimi sei mesi, anche alla luce dei risvolti penali che il mancato adeguamento comunque comporterebbe.
Testa e la sua amministrazione abbiano il coraggio di concretizzare in tempi brevi almeno una promessa utile al territorio e alla sua storia e dare un segnale vitale dell’ente che rappresentano, senza gettare altro fumo negli occhi degli amministrati, specie se, come in questo caso, si tratta di giovani per cui spesso il prestito è indispensabile per gli studi”.

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