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Pescara: bene export e turismo ma le imprese soffrono

Imprese operanti in provincia di Pescara in difficoltà, con un saldo tra iscrizioni e cancellazioni, al 31 dicembre 2011, pari a -376 unità. Dati positivi si registrano in materia di export che, tra il 2010 e il 2011, fa registrare un tasso di incremento del 29,8%, e in materia di turismo, con un aumento di arrivi e presenze nel 2010 e previsioni analoghe per il 2011. È quanto emerge dal rapporto sull’economia nella provincia di Pescara. I dati sono stati presentati alla Decima edizione della Giornata dell’economia, presso la Camera di Commercio del capoluogo adriatico. Presenti, tra gli altri, il presidente dell’ente, Daniele Becci, il presidente della Fondazione PescarAbruzzo, Nicola Mattoscio, e l’economista Pierluigi Ciocca, socio dell’Accademia dei Lincei. Dibattito moderato dal direttore del quotidiano «il Centro», Sergio Baraldi. Sono stati illustrati anche i dati relativi al primo trimestre 2012, che parlano di aumento delle cessazioni, pari a 1.531 in provincia di Pescara (contro le 1.198 del primo trimestre 2011) e a 5.130 per l’Abruzzo (4.227 nello stesso periodo dello scorso anno). Calano le iscrizioni al registro delle imprese, di conseguenza aumenta il saldo negativo, -768 (-292 del primo trimestre 2011). «Le previsioni Unioncamere-Prometeia – ha affermato Becci – sottolineano come nella nostra provincia, nonchè in tutta la regione, permarranno a livelli piuttosto bassi i consumi interni, la ricchezza pro capite e l’occupazione, mentre aumenterà la disoccupazione. Abruzzo, Molise e Basilicata registreranno i valori più bassi d’Italia, con un Pil previsto, per il 2012, in calo del 2%». Tornando al 2011, a fine anno si registravano 35.767 imprese, con un saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni di 376 unità (contro il +386 del 2010). Il tasso di sviluppo della provincia è passato da +1,1% del 2010 a -1% del 2011. A risentire della crisi sono stati quasi tutti i settori: manifatturiero, costruzioni, commercio al dettaglio e all’ingrosso. Va meglio il settore agricolo, il cui saldo negativo è passato da -146 del 2010 a -94 del 2011. Continua invece a soffrire l’artigianato, con un saldo pari a -113. Aumenta anche la cassa integrazione guadagni, che dal 2010 al 2011 cresce del 27% e che, con 3 milioni 753.518 ore autorizzate nel 2011, si contrappone al lieve aumento verificatosi sul tasso di occupazione (56% contro 55,2% del 2010). Di conseguenza scende, anche se di poco, il tasso di disoccupazione che, però, con l’8,8%, si mantiene ancora al di sopra della media regionale (8,5%) e nazionale (8,4%). Dati migliori si registrano nel turismo, che nel 2010 fa registrare un aumento di arrivi e presenze pari, rispettivamente, a 8,91% e 13,26%. Previsioni analoghe di crescita per il 2011. Ottima la ripresa dell’export: le esportazioni totali, infatti, sono passate dal 6,7% del 2010 all’8,7% del 2011, denotando un tasso di incremento del 29,8%. Settori trainanti sono la metalmeccanica e l’elettronica, (41,9%), seguiti da moda (23,1%) e chimica, gomma e plastica (16,1%). Continua a crescere l’agroalimentare (+26%), in particolare il vino.

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