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Pescara. Aumento tasse del Comune, gli artigiani: i politici taglino compensi e benefit

“Il Comune di Pescara metta in campo un suo ‘metodo Cottarelli’ prima che sia troppo tardi e che il sistema delle imprese collassi sotto i colpi di un aumento della tassazione senza precedenti, che sta per abbattersi sulla citta’. E intanto, per dare il buon esempio, la classe politica si riduca compensi e benefit”. Lo affermano, in una nota congiunta, le cinque principali sigle che rappresentano il mondo dell’artigianato e del commercio aderenti a Rete Imprese Italia (Casartigiani-Cna-Confartigianato-Confcommercio-Confesercenti) all’indomani dell’incontro che ieri pomeriggio, a Palazzo di Citta’, ha messo faccia a faccia gli amministratori comunali pescaresi e le associazioni che rappresentano il mondo della piccola e media impresa dell’artigianato e del commercio per discutere dell’annunciato salasso fiscale in arrivo. “Possiamo anche essere disposti ad accettare le “lacrime e sangue” che saremo costretti a versare ma e’ indispensabile, dicono le cinque sigle, che all’ulteriore inasprimento di tasse e imposte su cittadini e imprese corrisponda un convinto e immediato piano di “spending review”. Un piano che parta innanzitutto dall’interno del Palazzo di citta’, affinche’ siano gli stessi consiglieri e rappresentanti dell’Amministrazione a lanciare un segnale di riduzione delle spese per la politica. Tra l’altro le cinque sigle temono che gli effetti della manovra non siano quelli sperati dalla giunta, “visto che a detta degli stessi amministratori il tasso di mancato pagamento da parte dei contribuenti e’ elevatissimo”. Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti indicano alcune strade possibili per il taglio delle spese, a cominciare dalla dismissione delle societa’ partecipate e chiedono di intervenire su stadio, strutture culturali, consulenze e incarichi esterni.

Confcommercio: l’aumento delle tasse non interessa alla classe politica

All’indomani della riunione fra Amministrazione e Associazioni di Categoria per la discussione sul bilancio, dalla quale è scaturita una vera e propria stangata che si abbatterà a breve su cittadini e imprese, con gli ennesimi sacrifici richiesti solo alla collettività ma che sembra al momento non interessare anche la classe politica, continuiamo a leggere di alcune più che discutibili esternazioni dell’ex consigliere nonché ex assessore regionale NON RIELETTO Carlo Masci il quale, non pago delle infelici e criticatissime scelte compiute direttamente o indirettamente dalla precedente amministrazione comunale pescarese, continua a perdere l’occasione per riflettere in silenzio.

Evidentemente, le circostanze che non hanno portato alla sua rielezione alla regione, e che hanno condotto alla perdita verticale di preferenze a Pescara (diminuite del 300% rispetto alle precedenti comunali), oltre le continue e perduranti critiche da parte di cittadini e visitatori sulle scellerate scelte in tema di viabilità e opere pubbliche (una per tutte l’obbrobrio di Via del Concilio, con le corsie di marcia invertite in barba alle più elementari norme del codice della strada), non hanno ancora convinto il sig. Masci dell’opportunità di riflettere in silenzio, ripensando al passato per meglio proporsi per il futuro.

Per quanto tempo cittadini e imprese saranno costretti a pagare anni di scelte e decisioni palesemente invise alla stragrande maggioranza dei pescaresi, fatta eccezione per quella sparuta minoranza (se non ricordiamo male poco più di 500) di persone che le hanno approvate, a lui legate e che lo hanno rivotato?

Una pausa di riflessione, a nostro avviso opportuna e doverosa, durante la quale, più che paventare dispendiosi ricorsi alla Corte dei Conti, possa compiere opera di pentimento e ammettere una volta tanto i propri errori, concentrandosi sulle reali necessità del territorio, spesso trascurate nei cinque anni in cui la maggioranza ha preferito investire su opere e interventi di cui sinceramente nessuno sentiva e sente a tutt’oggi il bisogno.

Non sarebbe ad esempio forse opportuno un suo ripensamento sulla rotatoria di Piazza Unione con  relativo abbattimento delle preziose palme, sullo sconvolgimento di Corso Vittorio, sullo scempio del verde pubblico, sulla decimazione dei posti auto, sul fantascientifico progetto della famigerata “duna” di Pescara sud, fortunatamente bloccata in tempo utile per evitare altre figuracce ?

Figuracce, tuttavia, non evitate con una viabilità del centro cittadino semplicemente cervellotica, di cui paghiamo ancora lo scotto e divenuta sistematico oggetto di riso e addirittura di scherno da parte di persone provenienti da altre città italiane, che incappate nel dedalo di sensi e controsensi “unici”, ma veramente unici al mondo, hanno assegnato a Pescara il primato di “città dell’assurdo”. Non sappiamo se la Corte dei Conti addebiterà a Pescara  – cosa che ovviamente non ci auguriamo – eventuali oneri per il blocco dei lavori della duna, ma certo è che tanti, anzi davvero tantissimi pescaresi, hanno già addebitato a Masci e alla giunta Mascia i numerosi errori commessi, per cui – ripetiamo – un loro momento di riflessione e di ripensamento interiore si rende a nostro avviso opportuno e necessario.

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