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Pescara. Ance, Paolo Di Cintio: BIM? Solo a Pescara ballano 5mila addetti e 800 milioni di euro

Paolo Di Cintio, Vice Presidente Ance Pescara

“Il BIM è una rivoluzione, Ci voleva. Quello che dobbiamo fare adesso è pianificarla.”

A dirlo è Paolo Di Cintio, vicepresidente Ance Pescara.

“Se il BIM rimane in quiescenza come è adesso – il che ci fa comodo – arriveremo al punto in cui la riforma passerà ob torto collo, magari per imposizione della Ue e noi, per allora impreparati come adesso, saremo spazzati via dai grandi gruppi internazionali, belli e pronti fin d’ora. Saremo un bel bocconcino.
Per stare a noi, alla situazione locale, a Pescara nell’edilizia ballano 5mila addetti e 800 milioni di euro.
Solo dalle costruzioni si genera un volume di fatturato pari a circa 170 milioni l’anno, con 450 imprese e 5mila addetti tra dipendenti (3,5 mila) e autonomi (1,5 mila).
Questo fatturato muove sulla filiera dell’edilizia altri 380 milioni: il totale del comparto (costruzioni piu’ filiera dell’edilizia), dunque, ammonta a 550 milioni di euro.
Sul commercio la ricaduta è di 230 milioni: cioè, il reddito prodotto dall’edilizia fa immediatamente spendere 230milioni in acquisto di beni.
Va da sé che perdere tutto questo significa arrivare alla povertà assoluta.
Dunque, lasciare che i giochi li facciano altri come è accaduto all’industria – nella quale quasi 500 marchi nostrani sono ormai finiti in mano straniera – e mollare il made in Italy anche nell’edilizia vuol dire scegliere di essere un Paese ed una Città di poveri: in particolare a Pescara, senza l’edilizia non si muove quasi nulla, e lo sanno bene i commercianti che chiedono bellezza e riqualificazione urbana tutti i giorni. Ce lo dicono gli articoli di giornale che ormai si susseguono a giorni alterni.
Passare ad un sistema che non consentirà fughe, trucchetti e tutto quello che ha guastato parte del mondo degli appalti pubblici equivale a cambiare 60 anni di storia e addirittura andare a scomodare la criminalità organizzata che proprio nel settore degli appalti ha dato una maggiore evidenza empirica di sé”.
“Davvero pensiamo di potercela fare da soli ad attuare questo cambiamento epocale del comparto costruzioni?” si domanda Di Cintio. “Davvero ci siamo bevuti la favola che è solo un cambio di mentalità, come se noi fossimo mezzi delinquenti per inclinazione naturale?
Togliamoci questo atavico senso di colpa del genere peccato originale e cominciamo a chiedere una progettazione con tanto di fondi a livello governativo per consentire la riconversione del comparto: l’edilizia ha fatto la storia del Paese intero, per non parlare di Pescara.
Se qualcuno ha deciso che la categoria si riconverte da sola significa che ha deciso di spazzarla via e di soppiantarla di netto.
I grandi gruppi internazionali, e forse qualche italiano che ci si è legato, sono gli unici pronti ad operare con il BIM: saranno solo questi a vincere le gare e a lavorare.
Acquisita questa consapevolezza non ci resta che agire conseguentemente E FARE PRESSIONE A ROMA E SU BRUXELLES perché si faccia una progettazione unica di tipo nazionale destinata alla RICONVERSIONE, al nuovo mondo edile, quello che deve affrontare la RIGENERAZIONE URBANA.
Se non sarà un secondo piano Marshall dovrà essere qualcosa che ci somiglia.”

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