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Pescara. Agricoltura, regolare raccolta tartufi in Parco Majella

Procedere ad una mappatura puntuale e dettagliata delle aree di interesse e produzione del tartufo all’interno della Zona A (riserva integrale) del Parco Nazionale della Majella. La questione e’ stata al centro di una riflessione negli Uffici della Direzione Politiche agricole a Pescara, a cui hanno partecipato l’assessore, Mauro Febbo, dirigenti e funzionari, il vicecomandante regionale della Forestale, Giorgio Morelli, il presidente e direttore del Parco, Franco Iezzi e Oremo Di Nino e i rappresentanti delle Associazioni di tartufai riconosciute dalla Regione (ai sensi della Legge regionale n. 66 del 2012). Secondo i tecnici la mappatura potra’ “offrire all’Ente un prezioso strumento per la definizione e la regolamentazione della raccolta all’interno del Parco stesso. Per le zone B, C e D il Parco provvedera’ ad emanare un provvedimento che consentira’ il libero accesso ai raccoglitori. “Per la prima volta – sottolinea Febbo – erano seduti intorno allo stesso tavolo tutti i soggetti interessati che hanno mostrato la chiara volonta’ di risolvere le problematiche giuridiche e legislative che riguardano l’attivita’ di ricerca e raccolta all’interno del Parco Nazionale della Majella. Il bilancio della riunione e’ positivo e credo che con la proposta condivisa da tutti si possano superare gli ostacoli di una fase di impasse dovuta principalmente a diverse letture interpretative. La Regione – spiega l’assessore – in collaborazione con il Parco procedera’ quindi ad una mappatura puntuale della zona A del Parco per individuare realmente quali siano le zone di produzione e dove si registra la presenza del tartufo e che sicuramente non comprenderanno tutta l’area. Voglio sottolineare che questa fase sara’ effettuata nel pieno rispetto sia del Piano del Parco stesso sia della recente Legge regionale n.66. Successivamente a questa fase di mappatura si potranno fare tutte le valutazioni de caso e l’Ente Parco potra’ considerare la reale sostenibilita’ di questa attivita’, mettendo in prima piano naturalmente la salvaguardia delle specie presenti sul suo territorio. Il Parco avra’ comunque a disposizione uno strumento aggiuntivo grazie al quale sara’ possibile definire termini, modalita’ e regolamentazione delle attivita’ di ricerca e raccolta dei tartufi. Un altro passaggio importante riguarda le zone B, C e D per le quali l’Ente Parco procedera’ ad emanare un provvedimento che consenta il libero accesso ai raccoglitori superando cosi’ definitivamente il divieto assoluto fino ad oggi vigente”.

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