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Pescara. Agricoltura, Coldiretti: la green economy passa per i campi

I quattro importanti obiettivi “verdi” evidenziati dal sottosegretario all’economia Giovanni Legnini in audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Industria alla Camera – e riportati oggi sulla stampa – dovranno essere “calati” operativamente nell’imminente programmazione dei fondi strutturali 2014 – 2020 della Regione Abruzzo. Lo dice Coldiretti riferendosi ai 4 temi sottolineati da Legnini: l’abbassamento dell’emissione di Co2, la promozione all’adattamento climatico, la tutela dell’ambiente attraverso l’uso efficiente delle risorse, la promozione dei mezzi di trasporto sostenibili. In particolare la principale organizzazione agricola d’Abruzzo sottolinea l’importanza strategica dei fondi comunitari per rendere l’agricoltura e il sistema agricolo uno strumento capace di favorire la mitigazione del cambiamento climatico in linea con le priorita’ legate alla valorizzazione delle risorse naturali e, piu’ in generale, dell’ambiente. Nello specifico, e’ necessario predisporre misure ed interventi necessari per l’adattamento dell’agricoltura al ‘global change’ che, gia’ in atto, sta fortemente penalizzando il settore. “Abbiamo bisogno – evidenzia il direttore regionale di Coldiretti Abruzzo Alberto Bertinelli – di misure che permettano agli agricoltori di essere orientati verso un’agricoltura competitiva sui mercati nazionali e internazionali, capace da un lato di garantire la sicurezza alimentare e dall’altro la qualita’ dei prodotti nei confronti del consumatore, senza tralasciare gli aspetti di tutela e valorizzazione dei servizi ambientali, oggi particolarmente richiesti dalla societa’ moderna”. Gli fa eco il presidente regionale Domenico Pasetti, che sottolinea come oggi sia fondamentale “il ruolo attivo dell’agricoltore per il mantenimento dei servizi ambientali come la tutela della biodiversita’, la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico, la regolamentazione delle acque e piu’ in generale di presidio del territorio”. Servizi che, che per poter essere mantenuti – osserva infine la Coldiretti – richiedono necessariamente il riconoscimento economico, sociale e culturale delle normali pratiche agricole, che oggi sempre di piu’ garantiscono una migliore qualita’ della vita.

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