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Pescara. 70 anni per Confcommercio: anniversario col presidente nazionale Sangalli

“Dopo sette anni di una crisi difficile, dura, a volte anche drammatica, oggi registriamo dei segnali che sono certamente positivi, sono comunque segnali timidi ma l’importante e’ non avere piu’ quei segni meno che per sette anni hanno creato questa situazione di grandissima difficolta’”. Lo ha detto, questa mattina, a Pescara, Carlo Sangalli, presidente nazionale della Confcommercio, nel corso del suo intervento alla giornata celebrativa denominata “Confcommercio Day”, organizzata in occasione del 70esimo anniversario di Confcommercio.
“Indubbiamente – ha proseguito – esistono dei fattori esterni importanti, li conosciamo tutti: il calo del petrolio, il deprezzamento dell’euro, l’intervento della Bce. Noi non dobbiamo accontentarci di quello che passa lo scenario internazionale e che spesso e’ anche incerto e confuso, basta pensare a quello che sta avvenendo adesso per la situazione greca. Pero’ – ha sottolineato – dobbiamo puntare sul 2015 perche’ deve essere l’anno della ripresa, sfruttando tutte le opportunita’ offerte e allora bisogna fare in modo che questi segnali timidi diventino, invece, segnali robusti, rilanciando la domanda interna, perche’ il problema reale del nostro Paese resta la debolezza strutturale della domanda interna”.
“Di fronte ad uno scenario cosi’ incerto non si possono evitare anche delle ricadute sul clima di fiducia delle famiglie e delle imprese, ricadute che significano meno consumi e meno investimenti e che per il nostro Paese significherebbero mettere a rischio quella timida ripresa che oggi esiste”. Lo ha detto, questa mattina, a Pescara, Carlo Sangalli, presidente nazionale della Confcommercio, a margine della giornata celebrativa denominata “Confcommercio Day”, organizzata in occasione del 70esimo anniversario di Confcommercio, a proposito della crisi greca. Secondo Sangalli “lo scenario internazionale e’ molto preoccupante, riguarda non soltanto una crisi greca, ma la crisi dell’Europa. Allora bisogna accendere due motori: il motore economico finanziario e anche, se non soprattutto, il motore politico, perche’ se la Grecia dovesse uscire dall’euro certamente aumenterebbe l’instabilita’ finanziaria di tutti i Paesi, aumenterebbero i tassi di interesse, inevitabilmente si creerebbero anche dei rischi nel sistema e i rischi si pagano”.

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