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Pescara, 13mln per unire le due sponde sull’Aterno

Un ponte per unire le due sponde di Pescara sull’Aterno di 86 metri, con quattro corsie di marcia per gli autoveicoli e percorsi pedonali: il tutto per un investimento di 13 milioni di euro.

I lavori dell’opera, denominata “Ponte nuovo”, partiranno entro l’autunno, come annunciato questa mattina in conferenza stampa dal sindaco della città adriatica, Luigi Albore Mascia. Presenti anche l’assessore ai Lavori pubblici Isabella Del Trecco, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri e i consiglieri comunali del Popolo della libertà Armando Foschi, Vincenzo Berghella, Massimo Pastore e Vincenzo D’Incecco.

“Un’infrastruttura straordinaria che collegherà via Gran Sasso con via Lago di Campotosto – ha detto Albore Mascia – Venerdì scorso è stato pubblicato il bando d’appalto europeo integrato, ovvero l’impresa che si aggiudicherà l’intervento avrà 90 giorni per fare il progetto esecutivo di dettaglio e 480 giorni per realizzare i lavori, in tutto 19 mesi per dotare Pescara di quella che sarà un’opera d’arte architettonica oltre che una struttura utile e solida, che ci aiuterà a decentrare il traffico verso Ovest, quella che è una zona del territorio in pieno sviluppo, dando una nuova occasione per allacciare l’area dell’ospedale con quella del Tribunale, spuntando un altro capitolo del nostro programma di governo”.

“Tutti conosciamo quello che è stato l’iter lungo e, per certi versi, anche travagliato del progetto – ha ricordato il primo cittadino – che affonda le sue radici lontano nel tempo, parliamo della fine degli anni ’90, quando quel ponte venne inserito nel Piano urbano della mobilità dell’ex assessore Armando Foschi perché già oltre dieci anni fa era chiaro che per decongestionare la viabilità nel centro della città, in un territorio così fortemente urbanizzato, occorreva necessariamente costruire nuovi ponti e strade, che non sarebbero stati ‘attrattori’ di traffico, ma piuttosto vie di collegamento al di fuori della cinta urbana capaci di collegare la parte Nord e Sud della città”.

“Già nel 2009 abbiamo subito ripreso le fila del discorso e di un progetto divenuto ancor più importante e improcrastinabile a fronte di una città che intanto era ulteriormente cresciuta dal punto di vista edilizio. Ad attenderci, questa volta, abbiamo trovato, grazie all’impegno del consigliere regionale Lorenzo Sospiri, i fondi Pisu in quanto, come dicevo, con la realizzazione delle rampe di collegamento tra l’asse attrezzato e la strada Pendolo, altra opera già appaltata, il manufatto rappresenta un’opera strategica per il miglioramento dei collegamenti con l’Area urbana vasta. E accanto abbiamo trovato anche i fondi Anas”.

“Nel 2011 eravamo riusciti a far partire la gara d’appalto, per circa 9 milioni di euro, ma poi quella gara – ha spiegato Albore Mascia – è stata bruscamente interrotta: il 7 luglio 2011 è infatti intervenuta la sentenza del Tar di Pescara che ha annullato la delibera originaria nelle sue procedure espropriative. Contro quel pronunciamento la nostra amministrazione ha ovviamente anche presentato ricorso al Consiglio di Stato che peraltro il 17 gennaio 2012 ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar in attesa di decidere nel merito”.

“Nel frattempo però sono emerse delle novità, ossia una prescrizione del Genio civile circa la necessità di realizzare anche un intervento suppletivo con la messa in sicurezza degli argini golenali del fiume Pescara in corrispondenza del Ponte Nuovo, opera che, anch’essa, siamo riusciti a far finanziare, sempre grazie all’impegno del consigliere Sospiri, con un fondo pari a 3,6 milioni nell’ambito dell’Accordo di programma Regione Abruzzo e ministero dell’Ambiente. E di conseguenza è stato necessario anche rivedere e adeguare il progetto preliminare stesso del Ponte, sia in funzione delle opere aggiuntive lungo gli argini, che ci hanno imposto di alzare la struttura stessa, sia in termini economici per un inevitabile aumento dei costi, passati da 9 milioni di euro a 13,1”.

“Riformulato l’intervento, è automaticamente venuto meno l’interesse dell’ente a proseguire l’appello dinanzi al Consiglio di Stato contro la società Generalmarmi, proprietaria di gran parte delle aree interessate dalle opere e dunque da sottoporre a esproprio”.

In merito agli aspetti tecnici dell’opera, Albore Mascia ha ricordato che “il ponte è stato progettato da Enzo Siviero, la struttura sarà carrabile e come previsto nelle planimetrie, verrà realizzata a monte del Ponte D’Annunzio e collegherà direttamente via Lago di Campotosto con via Gran Sasso: l’asse avrà una lunghezza totale di 86 metri e la larghezza dell’impalcato sarà di 30 metri, diviso in due semi-impalcati di 13 metri l’uno con uno spazio centrale di divisione. Ogni carreggiata sarà composta da uno spartitraffico interno protetto da un guardrail largo 4 metri e mezzo, una doppia corsia per ogni senso di marcia larga 3,25metri, una banchina esterna larga un metro, e banchine interne di mezzo metro di larghezza. Inoltre ai lati del ponte sono previsti percorsi ciclopedonali, larghi 2,80 metri, separati dalla sede stradale tramite un guard rail. La quota minima del ponte è collocata a 6,50 metri di altezza in modo da rispettare un margine di sicurezza di un metro nel caso di un’eventuale piena del fiume, come richiesto dal Genio Civile, e comunque al fine di garantire il passaggio delle imbarcazioni. Il raccordo del ponte con la viabilità esistente, sia a nord che a sud, avverrà tramite due rotatorie, e anche questo ponte, sarà strallato, con un’antenna di forma bipartita alta 52 metri, alla quale saranno collegate le 10 funi di sostegno dell’impalcato, antenna che verrà collocata al centro della rotatoria nord, sulla sponda del fiume opposta all’asse attrezzato. E sempre in corrispondenza dell’antenna è previsto l’inserimento di un campo fotovoltaico, con 62 pannelli, per assicurare autonomia energetica alla struttura. La base dell’antenna, sino a un’altezza di 15 metri, è in cemento armato, il resto verrà realizzato in acciaio”.

“Parliamo di un’opera – ha osservato Sospiri – che ci trasciniamo dietro dalla fine degli anni ’90, la cui prima progettazione, redatta dal centrosinistra, era però sbagliata, perché il ponte era troppo basso, e non avrebbe sopportato l’eventuale ondata di piena bicentenaria del fiume Pescara. Il nostro lavoro è stato dunque faticoso, perché abbiamo dovuto trovare i fondi anche per la messa in sicurezza degli argini, tre chilometri a destra e tre a sinistra, che prima non erano stati previsti”.

“Di fatto oggi quel Ponte – ha fatto rilevare il consigliere regionale – rappresenta la più importante opera pubblica di costruzione d’Abruzzo e una delle più importanti in Italia dopo le opere della ricostruzione post-terremoto aquilana e dopo le grandi infrastrutture dello Stato”.

“Attraverso il ponte, da Ovest e da Sud, si entrerà nelle aree di risulta per parcheggiare e fare shopping senza passare dal centro della città, ed è il quarto tassello del nostro mosaico nella riorganizzazione del centro cittadino, dopo il teatro sulle aree di risulta, la metropolitana di superficie, e la pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele. Il quinto tassello sarà costituito dalla sistemazione a verde e dai parcheggi sulle aree di risulta che presenteremo tra qualche settimana”, ha concluso Sospiri.

PESCARA CAPOLUOGO, ”BASTA CON QUESTE OPERE DI REGIME”

“Dopo teatri e teatrini, ponti sul mare, fontane e piazzette – afferma in una nota il movimento Pescara Capoluogo d’Abruzzo – il ponte nuovo è una inutile spesa mentre i pescaresi sono in fila alla Caritas”.

“Non sono passate neanche 48 ore dall’annuncio dell’amministrazione Mascia sull’imminente posa della prima pietra per un teatro-opera d’arte – si legge nel comunicato – che la stessa compagine annuncia la riapertura del capitolo ‘ponte nuovo’ con aumento di spesa di parecchi punti percentuale rispetto a due anni fa”.

“A parte che i ponti sono di pessimo auspicio in quanto luoghi preferiti dagli aspiranti suicidi – ha commentato Roberto Santuccione, leader del movimento politico Pescara Capoluogo d’Abruzzo – non possiamo che esprimere tutta la nostra indignazione per la politica in stile ‘regime totalitario’ che questa amministrazione sta portando avanti.

“In questo momento storico – continua il documento – pensare ad opere non solo inutili ma costose e non desiderate dai cittadini, ci sarebbe piaciuto vedere un’amministrazione cittadina più attenta a rilanciare l’economia che a porre la firma ad opere di regime con il miraggio di presentarsi nuovamente alle elezioni del prossimo anno in pompa magna. La cittadinanza chiede qualità della vita, la quale non passa sui ponti ma è frutto di un lavoro costante nel tempo e dell’opera di amministratori lungimiranti”.

Fonte: http://www.abruzzoweb.it/contenuti/un-ponte-da-13-milioni-per-pescara–mega-opera-per-trasformare-la-citta/504913-268/

 

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