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Per accrescere la competitività bisogna prevenire e non curare Iniziamo dalla qualità dell’energia elettrica

di PIETRO PASTORELLI

 

 

Proposta di azioni da svolgere nella regione per migliorare la qualità dell’Energia  elettrica, così come scaturite dal convegno  dello scorso 24 giugno organizzato dal Dipartimento di Energia Elettrica (professor Alberto Prudenzi) con il CESI e l’Autorità dell’Energia presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila.

 


Pietro Pastorelli, laureato in Ingegneria elettronica al Politecnico di Torino nel 1965, ha lavorato in aziende multinazionali come Siemens, ABB-Sace, Alcatel-Alsthom-Saft ed ha svolto attività di libera professione come progettista di impianti elettrici industriali. Membro della Associazione elettrotecnica ed elettronica italiana per oltre 40 anni è oggi, dopo una decennale esperienza imprenditoriale, il coordinatore dello SPORTELLO IMPRESE (tel 0862434017) che opera, gratuitamente e da 3 anni per favorire la collaborazione tra Università ed Industrie, assistendo anche i neolaureati nell’inserimento nel mondo del lavoro.

 

 

 

 

L’energia elettrica è un “prodotto” indispensabile per ogni sistema produttivo per la sua facilità di trasporto e distribuzione: il cliente deve quindi riceverlo tale che offra “la sicurezza che ci si può legittimamente attendere”.

Seguendo le regole della gestione della qualità, ogni prodotto andrebbe controllato in ingresso  prima del suo utilizzo: gli imprenditori, specialmente i più piccoli, hanno difficoltà ad attivare  una “Procedura di accettazione del prodotto elettricità” per l’impossibilità di dotarsi di risorse adeguate (apparecchiature, personale specializzato e tempo). Bisogna anche tenere conto che i difetti del prodotto elettricità si avvertono solo nel momento dell’uso: se non si realizza un progetto che tenga conto di tutti i possibili disturbi, i danni al sistema produttivo saranno inevitabili.

Bisogna quindi porsi l’obiettivo di “prevenire e non curareper aumentare la soddisfazione del cliente ed evitare contenziosi.

Occorre, a questo scopo, personalizzare i rapporti tra cliente e fornitore nel senso di operare a livello contrattuale in modo da definire bene le caratteristiche del prodotto attese  dal cliente, impegnare il fornitore  ad avvertire dei possibili inconvenienti riscontrabili in situazioni particolari e definire in modo preciso i tempi  di intervento per eliminare i difetti e ripristinare la qualità contrattuale del servizio.

Il cliente dall’elettricità si attende:

  • §Disponibilità

Da qualche tempo la certezza della disponibilità, in ogni condizione, dell’energia elettrica ha perso molta della sua credibilità: i danni al sistema industriale, che molti hanno dovuto quantizzare dopo le interruzioni prolungate del servizio, sono troppi e incompatibili con i bilanci aziendali.  

  • Qualità del servizio

La non qualità del servizio causa alle aziende industriali danni che possono andare dalla semplice mancata produzione, al danno alle apparecchiature, all’abbandono dell’insediamento da parte dell’imprenditore per danno economico irreparabile. Il livello della qualità, come il livello di protezione di una rete, può essere spinto fin dove si vuole: i costi crescono e spesso in modo non sempre compatibile con una gestione economica sia del cliente che del fornitore. Occorre quindi stabilire una collaborazione tra le parti  coinvolgendo la Pubblica Amministrazione.   

  • Compatibilità ambientale

Nell’ambito dei piani di adeguamento delle reti, per migliorare la qualità del servizio, dovrebbe essere formulato, coinvolgendo anche la P. A., un piano per superare le linee aeree AT ed MT in prossimità degli stabilimenti industriali.

  • Contratti per la qualità

L’Autorità  ha recentemente stabilito che “le imprese distributrici possono stipulare contratti per la qualità con i clienti finali, …” fissandone i criteri. Il  lavoro fatto dall’Autorità presuppone che le parti contraenti abbiano la stessa capacità tecnica e contrattuale cosa non sempre possibile per le dimensioni e la mancanza di cultura specifica del cliente.

 

Per migliorare il rapporto tra cliente e fornitore occorre quindi:

  1. Creare presso le Associazioni di categoria una struttura tecnica che si faccia carico dei problemi degli Associati sia in termini di informazione che di tutela;
  2. Istituire, d’intesa con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, una struttura paritetica tra i rappresentanti dei clienti industriali e dei fornitori per risolvere localmente, in modo veloce e definitivo, i contenziosi;
  3. Studiare, insieme con la P.A., contributi per le riconfigurazioni strutturali delle reti dei nuclei industriali; 
  4. Facilitare la collaborazione con i Consorzi nuclei industriali nella fase di progettazione dei nuovi insediamenti;
  5. Studiare insieme ogni problema rilevato;
  6. Sensibilizzare e incentivare tutte le azioni per ottimizzare i consumi.  

 

I vantaggi attesi dall’azioni proposte sono:

  • Aumento del tempo di utilizzo degli impianti: minori disservizi = più ore lavorate;
  • Riduzione del contenzioso: il cliente ed il fornitore avrebbero meno occasioni per discutere;
  • Migliore rapporto prezzo/prestazioni dell’energia: i “contratti per la qualità” permettono di centrare il prezzo rispetto alle prestazioni richieste.

Le azioni indicate, per accrescerne l’efficacia, andrebbero associate a studi e finanziamenti per la ristrutturazione delle reti energetiche dei Nuclei Industriali, ad interventi sull’ottimizzazione dei consumi e sull’uso delle energie rinnovabili, a seminari sui vantaggi derivanti ai bilanci aziendali dai “certificati verdi e bianchi”.

La conoscenza è importante anche nel settore energetico per accrescere la competitività delle Aziende e, quindi, del Territorio.

Per questo la Regione dovrebbe:

  1. farsi carico di corsi pratici di formazione per illustrare le nuove normative emanate dall’Autorità per l’energia;
  2. contribuire a creare delle strutture a cui rivolgersi per essere assistiti nelle trattative con i fornitori.

 

 

 

 

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