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Penne, sgombero per 18 classi: l’Ance su rigenerazione urbana con Ministro De Michele

Marco Sciarra presidente ance pescara

La notizia dello sgombero dell’Istituto Comprensivo Mario Giardino di Penne riaccende la paura: 18 classi sono state spostate, tra elementari e medie, e addirittura si paventano timori circa la sopravvivenza stessa dell’Istituto. La risoluzione del Comune è conseguente al sisma del 24 agosto e ripropone il dilemma sulla vulnerabilità degli edifici.

“L’impegno che l’Ance sta portando avanti presso il Ministero dell’Economia e Finanze è finalizzato ad ottenere una politica fiscale premiante sulla rigenerazione del patrimonio urbano – ha detto oggi ad AGEA il Presidente Ance Pescara Marco Sciarra. “Abbiamo avuto un primo punto fermo lo scorso 27 settembre quando siamo stati ricevuti dal Sottosegretario Paola De Micheli per discutere sulle misure fiscali strategiche relative alla prossima Manovra per il 2017”.

Cosa pensa della decisione del Comune di Penne?

Che dobbiamo riflettere tutti su quello che potrebbe accadere se una scossa di terremoto raggiungesse i nostri centri urbani: non ci sono vie di mezzo. Tutto quello che non è storico va demolito e ricostruito. I miglioramenti fatti bene costano come la demo-ricostruzione e non c’è alcun motivo di rischiare quello che è accaduto alla scuola di Amatrice, tanto per citare l’ultima in ordine di tempo.

Pensa che il miglioramento sismico non sia affidabile?

Tutto è affidabile se viene eseguito per bene. Ma spingiamo la riflessione oltre il nostro naso: sappiamo che esiste una mappatura dell’IGV che conosce ogni metro quadrato del suolo e che può dire se in un preciso punto il sottosuolo è morfologicamente inadeguato a resistere ad un terremoto. Abbiamo visto tutti che ci sono edifici rasi al suolo ed altri rimasti indenni a distanza di pochi metri uno dall’altro: il problema è innanzitutto relativo al sottosuolo, non solo alla tipologia della costruzione o dell’intervento migliorativo.

Quindi?

Quindi non ha senso conservate edificati privi di alcun valore in siti di cui non conosciamo la geologia. Ricostruiamo CON l’adeguamento sismico e DOVE sappiamo che il terreno consente sicurezza. Questa è la soluzione. Il problema di dover conservare il patrimonio poniamocelo per i centri storici di città e borghi, non per le scuole e magari pure fatiscenti. A meno di dover poi contare i morti.

Pensa che la politica fiscale possa imprimere una svolta?

Non da sola, ma per iniziare è una risoluzione immediatamente percorribile. Certamente si otterrebbero interventi immediati sugli edifici qualora si studiasse un sistema per procurare un vantaggio economico a chi li esegue. Mi spiego. L’adeguamento energetico viene eseguito su larga scala dai privati perché essi stessi ne traggono vantaggio economico rivendendo l’energia oppure trovandosi la bolletta dimezzata o addirittura a zero costo.

Ecco, dobbiamo immaginare un meccanismo premiante come questo anche per l’adeguamento sismico e, quindi, per le demo ricostruzioni. Se è stato possibile ottenere che la gente faccia di propria iniziativa l’efficientamento energetico, perché non pensare di ottenere altrettanto per l’adeguamento sismico? O dobbiamo impiegare vent’anni, come è stato per l’efficientamento energetico?

Cosa ha risposto il Ministro?

Sostituzione edilizia, permute immobiliari, rigenerazione urbana e incentivi alla domanda di prodotti di qualità sono stati i temi centrali oggetto dell’incontro, e attorno ai questi ruoterà l’azione dell’ANCE nei prossimi mesi.

Per il momento ci siamo impegnati a premiare la domanda che si indirizza verso prodotti immobiliari sempre più innovativi e performanti.

L’edilizia del futuro, infatti, punterà sempre più su prodotti immobiliari tecnologicamente avanzati e performanti sia sotto il profilo strutturale che energetico: un segmento del mercato strategico che, oltre alle nuove costruzioni, deve coinvolgere il comparto della riqualificazione dell’edificato, che nel nostro Paese è ancora troppo obsoleto.

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