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Penne. Brioni: mobilità volontaria per 139 dipendenti

Mobilità volontaria incentivata per 139 dipendenti, riduzione delle ore settimanali e sviluppo di attività di ‘insourcing’: a grande maggioranza i circa 1.200 lavoratori dei tre stabilimenti della Brioni che si trovano nell’area Vestina, in provincia di Pescara, hanno detto sì alla bozza di accordo tra sindacati e azienda.

“È stato limitato l’impatto, che però è un impatto, non è che abbiamo risolto il problema”, commenta l’assessore alle Attività produttive della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ricordando che l’azienda aveva inizialmente annunciato oltre 400 esuberi.

I lavoratori hanno dato il via libera all’accordo con 836 sì e 93 no nel corso di sei assemblee che si sono svolte sabato, due nello stabilimento di Penne, due in quello di Montebello di Bertona e due in quello di Civitella Casanova (Pescara).

Si apre quindi la mobilità volontaria incentivata: 139 persone dovranno farsi avanti entro il 30 aprile; se non si raggiungerà il numero, a maggio l’azienda e i sindacati torneranno a trattare per valutare il da farsi. Oltre alla mobilità e alle attività di insourcing, l’accordo prevede la riduzione a 32 ore settimanali per chi aveva un contratto da 40 o 36 ore e a 16 ore settimanali per i contratti da 20 ore, il tutto con flessibilità settimanale, mensile e annuale.

“Siamo contenti per il fatto che abbiamo gestito, seppur con dolore, questo accordo – commenta Luca Piersante della Uil – Da come eravamo partiti abbiamo salvato almeno 250 posti di lavoro, ora vedremo a maggio cosa accadrà”.

“Il danno c’è – riprende Lolli – ma lo abbiamo limitato. All’esito della trattativa abbiamo la ragionevole certezza che l’azienda rimanga sul territorio. C’è il problema occupazionale, ma l’aver ridotto gli esuberi da 402 a 139 full time è un passo avanti. Dobbiamo capire che fine faranno quei 139 lavoratori e cosa succederà a maggio. In ogni caso – conclude l’assessore e vicepresidente della Regione – il Governo deve aprire un confronto con Kering, gruppo francese proprietario degli stabilimenti abruzzesi”.

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