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Penne. Brioni: lavoratori a rischio. Chiesto un tavolo ministeriale

Rischio di licenziamento per diversi dipendenti della Brioni Roman Style Spa, che conta più di 1000 unità e proprio nei giorni scorsi ha dichiarato un esubero di personale per mancanza di commesse.

Il marchio Brioni, da qualche anno di proprietà della holding francese Kering, è leader mondiale nella produzione di abbigliamento maschile di lusso e delle quattro sedi operative in Italia, tre si trovano in Abruzzo, con stabilimenti produttivi in Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. L’ 11 novembre scorso è stata firmata l’apertura della mobilità volontaria, che si è chiusa lo scorso 31 dicembre per circa 60 lavoratori.

Mentre si avvicina la scadenza del ‘contratto di solidarietà’, stipulato tra l’azienda e i sindacati al fine di evitare la riduzione del personale attraverso la diminuzione dell’orario di lavoro, l’azienda prospetta una riorganizzazione aziendale con conseguente riduzione del personale, perché non si intravede una ripresa economica prima del 2018.
Ad aggravare la situazione, il dissesto idrogeologico della zona vestina del marzo scorso, che ha provocato il cedimento strutturale della fabbrica, con la conseguente chiusura dello stabilimento centrale di Penne: la sede è già stata abbattuta e interi reparti sono stati trasferiti a Civitella Casanova.

Con un’interrogazione parlamentare scritta presentata dal deputato Sel, Gianni Melilla, ai Ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico, è stata inoltrata la richiesta di convocare quanto prima un tavolo nazionale con i vertici aziendali, sindacati e Regione Abruzzo, al fine di scongiurare il rischio di una nuova emergenza occupazionale.
In particolare, il tavolo tecnico sarà incentrato sulla richiesta di rendere effettiva la delibera approvata dalla Regione lo scorso giugno (n. 449, del 12/06/2015), nella quale la giunta s’impegna a compartecipare alla ristrutturazione della sede centrale.

“Ma a tutt’oggi, nessun contributo è arrivato”, viene rilevato nell’interrogazione parlamentare.

Va chiarito che all’interno della delibera regionale n. 449 non viene menzionato un importo specifico di compartecipazione:

viene infatti riconosciuto come “interesse della Regione di intervenire con ogni strumento consentito per risanare il sedime dell’opificio industriale interessato da un diffuso fenomeno di dissesto idrogeologico; di determinarci nella compartecipazione per le attività di consolidamento strutturale delle opere fondali della parte degli opifici interessati dal dissesto e di ripristino delle attività produttive della Società Brioni […]; di incaricare i Dipartimenti competenti in materia sia per il consolidamento strutturale delle opere fondali della parte degli opifici interessati dal dissesto che per il ripristino delle attività produttive per l’adozione degli atti necessari e conseguenti, considerata la gravità della situazione”.

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