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Abruzzo. Autostrade: pedaggi aumentati dell’1,62 per cento

“Inaccettabile l’aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25”. Lo afferma Confartigianato Abruzzo, dopo che il ministero dei Trasporti ha autorizzato Strada dei Parchi ad applicare un incremento delle tariffe dell’1,62%, mentre la media dei rincari autorizzati alle altre concessionarie non supera lo 0,77%. “I pedaggi di A24 e A25 – sottolineano il direttore dell’associazione, Daniele Giangiulli, e il presidente di Confartigianato Trasporti Abruzzo, Gabriele Sillari – negli ultimi 13 anni sono aumentati del 187%; rincari del 42,88% se si considera solo il periodo 2009-2006. Già lo scorso anno c’erano stati aumenti del 3,45%. Non è possibile che ogni volta, alla fine dell’anno, torna la questione dell’aumento dei pedaggi. Tariffe spropositate, soprattutto se si considera che si tratta di autostrade vecchie e insicure. La cosa ancora più assurda – conclude – è che tutto ciò accade nel silenzio assordante della Giunta regionale e del presidente Luciano D’Alfonso”.

“L’ennesima stangata è servita a danno degli utenti delle autostrade da e per Roma, ma adesso la Regione deve intervenire perché è forte il rischio che l’intero sistema economico regionale perda competitività”. Così il presidente della Fita-Cna Abruzzo, Gianluca Carota, bolla il rincaro del 1,62% che, a partire da ieri, devono sopportare automobilisti e camionisti che percorrono le autostrade A24 e A25 gestite dalla Strada dei Parchi SpA in direzione della Capitale. Si tratta di un aumento più che doppio rispetto a quello accordato dal governo mediamente per le altre autostrade che è stato dello 0,77% e che è ormai diventato l’appuntamento fisso di ogni Capodanno. “È bene ricordare – spiega Carota – come abbiamo fatto più volte in questi anni, che la tariffa applicata su A24 e A25 è molto alta, e tra le più care di Italia e i pedaggi della stessa autostrada hanno avuto negli ultimi sei anni, aumenti – del 4,78% nel 2010; dell’8,14% nel 2011; dell’8,06% nel 2012; dell’8,28% nel 2014 e del 3,45% nel 2015. Si tratta, naturalmente, di aumenti autorizzati dal governo ma questo non toglie che, a fronte di una situazione di deflazione e di una crisi molto forte che continua a pesare soprattutto sulla micro impresa, questi aumenti abbiano inciso e continuano ad incidere in maniera molto negativa sulla competitività del sistema delle imprese della nostra regione. A questo si aggiunga che non sempre è possibile ribaltare questi aumenti sulla committenza e quindi gli autotrasportatori abruzzesi si trovano a subire un doppio danno”. Da qui l’appello alla Giunta Regionale e al Presidente Luciano D’Alfonso “perché intervengano rapidamente e con decisione sul governo con cui va fatto un accordo pluriennale che blocchi gli aumenti per un certo numero di anni in modo da dare certezze a imprese e cittadini ed eviti questo teatrino che si ripete ogni fine anno, da troppi anni”. “Alla Regione chiediamo inoltre – aggiunge Carota – di abbassare il costo del ‘bollo auto’ che è tra i più alti d’Italia e che non trova più giustificazione visto che siamo usciti dal commissariamento della sanità”. “Il meteo annuncia nevicate nei prossimi giorni sull’interno dell’Abruzzo – conclude – e speriamo che questa volta il piano neve funzioni in modo da non doverci trovare di fronte al solito spettacolo di centinaia di autotreni bloccati fuori ai caselli; allo stesso modo continuiamo a sottolineare la storica mancanza di un’area di sosta e rifornimento tra Chieti Scalo e Magliano dei Marsi su un percorso di 100 chilometri, forse l’unico caso esistente sulle autostrade italiane”.

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