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PATTO SOCIALE: la posizione di Confindustria nazionale

Il Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione è stato finalmente siglato a Palazzo Chigi, ed è stato accolto positivamente dalla Confindustria che più volte aveva sollecitato il Governo ad intervenire sulla riduzione della pressione fiscale e contributiva.

Il Governo e le parti sociali, nella necessità di definire una nuova fase di concertazione, hanno confermato l’obiettivo di garantire un maggior raccordo nella politica dei redditi tra l’amministrazione centrale e quella locale. Ribadita dunque l’intenzione governativa di semplificare e rinnovare l’attività delle pubbliche amministrazioni. E’ chiaro che il Patto dovrà essere attuato in ogni sua parte e che spetterà al Governo ed alle parti contraenti, come ha sottolineato il presidente della Confindustria Giorgio Fossa, assumere le rispettive responsabilità. Condizione necessaria sarà la concertazione e il Governo dovrà procedere ad un confronto preventivo con le parti sociali per eventuali proposte. Un comitato consultivo istituito presso il Ministero del Lavoro seguirà le fasi applicative della normativa sociale e sul lavoro. Gli obiettivi concordati dovranno essere inseriti nella legge finanziaria e nelle relative manovre, come il Piano Nazionale d’azione per l’Occupazione da presentare all’U.E. Per quanto riguarda le politiche per l’occupazione, è prevista la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per il Mezzogiorno, sgravi contributivi triennali per i nuovi assunti e per i giovani che avviino un’attività autonoma. Il Governo si è impegnato affinché le deleghe ad esso attribuite, per la riforma degli ammortizzatori sociali, per il riordino della normativa sui lavori socialmente utili, per la ridefinizione della materia sugli infortuni sul lavoro e per gli incentivi all’occupazione, siano esercitate nel rispetto della concertazione. Saranno inoltre avviate le necessarie trattative con l’U.E. per un reale e continuo sostegno, anche alle imprese che abbiano superato le prime fasi di avviamento, e saranno concertate con le parti sociali altre forme di finanziamento, ivi comprese procedure accelerate e iniziative nella promozione imprenditoriale. La riforma dei servizi per l’impiego dovrebbe essere ultimata entro il primo semestre del 1999. Impegni governativi anche sul fronte scolastico, dove è ancora da definire l’autonomia, l’elevamento dell’obbligo scolastico ed un’innovativa azione per il diritto allo studio degli studenti svantaggiati. In materia contributiva, dovrà essere affrontata con decisione l’evasione fiscale e le risorse saranno utilizzate per colmare la prevista riduzione dell’aliquota Irpef, gli incentivi al lavoro e le relative detrazioni. Le parti sociali sostengono, infine, una completa apertura ai mercati con un’eventuale regolamentazione, per garantire la reale presenza dell’Italia in Europa.

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