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PATENT BOX, Studio Rozzi & Consulmarchi: “Anche in Italia la detassazione dei redditi per opere dell’ingegno e marchi”

L'Avv. Giuseppe Rozzi dello Studio Rozzi & Consulmarchi

L’Avv. Giuseppe Rozzi dello Studio Rozzi & Consulmarchi

Pronte nuove misure di defiscalizzazione per le imprese che investono in ricerca e sviluppo: finalmente da MARCHI, BREVETTI E DESIGN, i fattori determinanti della qualità del made in Italy, arrivano i primi benefici.

Una manna per l’Abruzzo le cui imprese non solo hanno sempre spalmato sull’intero sistema economico regionale una significativa capacità di innovazione, ma che nel primo semestre 2015 hanno addirittura dato prova di sé con un incremento di domande di registrazione di brevetti del + 7,41%. In netta controtendenza con il trend del resto d’Italia.

Ad eccellere, quest’anno, sono stati i settori Vetro, Ceramica (per l’export)  e Farmaceutico, Mobili e legno : con le novità legislative recenti l’agroalimentare potrà adesso farsi avanti e portare a casa numeri a 2 cifre, visto che l’esportazione dà ancora conferma di una vitalità in crescita verticale.

Due le misure alla base della riforma: il CREDITO D’IMPOSTA ed il PATENT BOX.

Le spiega l’Avv. Giuseppe Rozzi, Studio Rozzi & Consulmarchi specializzato in Proprietà Intellettuale (Marchi, Brevetti, Design) con sede a Pescara e Roma.

La prima misura agisce sulle SPESE di ricerca e sviluppo effettuate dall’impresa per produrre e sviluppare proprietà intellettuale, ed è stata riparametrata dalla Legge di Stabilità 2015: per gli esercizi d’imposta dal 2015 al 2019 spetta un credito pari al 25% delle spese in ricerca e sviluppo incrementali rispetto alla media delle spese sostenute negli anni 2012-2013-2014 (3 esercizi precedenti). Il credito è pari al 50% se le spese di ricerca e sviluppo hanno riguardato personale altamente qualificato (dottori di ricerca) ovvero se le spese di ricerca sono state sostenute a seguito di contratti stipulati con università, centri di ricerca e start up innovative. Chiaramente il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi, per cui il beneficio è immediato.

E il patent Box? Sarà davvero un incentivo per le imprese?

E’ la seconda misura ed è più significativa perché agisce sui RICAVI: insiste sul reddito derivante dallo sfruttamento di beni intangibili, come ad esempio una licenza di uso. Fino ad ora l’Italia non prevedeva alcun beneficio fiscale sui redditi derivanti da IP (proprietà intellettuale), ecco perché le imprese multinazionali localizzavano brevetti e IP nei Paesi in cui il regime del patent box era già operativo. Ora anche l’Italia prevede un esenzione fiscale per i redditi derivanti dall’utilizzo diretto o dalla concessione in uso ad es. di brevetti industriali, marchi registrati, know how che siano tutti risultato di attività di ricerca e sviluppo. Le percentuali di esenzione sono significative: 30% per l’esercizio d’imposta 2015, 40% per il 2016, 50% dal 2017 in poi. Per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31.12.2014 l’opzione va comunicata in via telematica utilizzando il software “PATENT BOX” disponibile gratuitamente sui sito dell’Agenzia delle Entrate entro il corrente mese di novembre. A decorrere dal terzo periodo d’imposta l’opzione è comunicata nella dichiarazione dei redditi e decorre dal periodo d’imposta al quale la medesima dichiarazione si riferisce.

Come fa un’impresa a districarsi nei conteggi?

Ai fini del riconoscimento di queste misure va eseguita un’attività di imputazione spese e ricavi: chiaramente sono necessari fiscalisti esperti. Il consulente in IP lo affianca individuando quali sono i beni immateriali che accedono al patent box oppure organizzando una corretta gestione del portafoglio IP al fine di accedere ai benefici fiscali.

Il bonus è al 50% per l’investimento in personale altamente qualificato, ma in base a quali criteri si fa una tale valutazione?

E’personale altamente qualificato quello in possesso di titolo di dottore di ricerca o di laurea magistrale in discipline tecniche o scientifiche. Inoltre deve svolgere l’attività di R&S con mansioni da dipendente dell’impresa (no al personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali…) oppure in forza di un rapporto di collaborazione. In entrambi i casi deve trovarsi nelle strutture dell’impresa.

C’è un regime opzionale di detassazione (IRES, IRAP) per i redditi derivanti dallo sfruttamento di PI che riguarda addirittura anche le persone fisiche e le attività commerciali. Si possono fare degli esempi?

E’ relativo a tutte le imprese che fanno R&S, nessuno escluso. Si possono invece individuare i comparti che riguardano più da vicino il campo di applicazione della detassazione: settore AGROALIMENTARE (analisi e tutela del brand, delle nuove varieta’ vegetali, food design), settore FARMACEUTICA, settore TESSILE (analisi e tutela dei brevetti in materia di produzione e lavaggio dei capi di abbigliamento, analisi marketing e brand identity), settore ARREDO/DESIGN (attivita’ di analisi e tutela design industriale).

Il massimo del credito di imposta è pari a 5 ml di euro computato su un investimento minimo di 30mila euro. Vogliamo immaginare una simulazione per capire come funziona il risparmio fiscale?

Premesso che 30mila euro è un investimento che può fare anche un’impresa medio piccola, facciamo UN esempio. Se si investono 30.000 euro e gli investimenti medi degli ultimi tre anni sono stati 5.000, sulla differenza di 25.000 si ha un credito d’imposta pari ad euro 6.250 che può essere utilizzato immediatamente compensando con quanto dovuto a titolo d’imposte e realizzando così immediatamente un risparmio fiscale di euro 6.250. 

Quali sono i settori che maggiormente possono beneficiare del credito d’imposta?

Il settore FARMACEUTICO, quello TECNOLOGICO, il TESSILE e il CALZATURIERO, l’AGROALIMENTARE.

L’Abruzzo come si posiziona rispetto alla quantità di vantaggio che le nuove regole sembrano prospettare?

L’Abruzzo è una delle regioni che più di ogni altra copre tutti i settori maggiormente favoriti dai bonus. Tessile e calzaturiero sono segmenti storici, il tecnologico ha imprese che sono eccellenze internazionali in gran parte figlie dell’esperienza trentennale di Finmeccanica, il farmaceutico è una tipicità tutta nostra, avere 2 colossi mondiali nella stessa regione è una circostanza rara.
Sull’export l’agroalimentare continua ad essere in ascesa: le performance maggiormente positive sono registrate infatti proprio nel comparto Alimentari e bevande, con un aumento del 36% rispetto allo scorso anno.

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