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Ortona, tribunale: no accorpamento con Lanciano

 

Il Tribunale di Ortona rivendica la propria autonomia rispetto al paventato accorpamento con quello di Lanciano proposto da una delibera del Consiglio comunale di Lanciano.

Questa mattina per esaminare la questione a Chieti si sono incontrati il presidente del Tribunale, Geremia Spiniello, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Pierluigi Tenaglia, Il sindaco di Ortona, Nicola Fratino, e l’asssessore Provinciale Remo Di Martino. Fratino ha ritenuto opportuno fare alcune precisazioni alla luce della delibera approvata dal Consiglio Comunale di Lanciano, evidenziando che «Ortona è sezione del Tribunale di Chieti ed è parte integrante dell’importante Tribunale del Capoluogo di Provincia. Gli standard di efficienza sono elevati – ha aggiunto – l’organico è completo e l’indice di produttività adeguato ai livelli indicati dal Ministero. Vi sono, quindi, tutti i presupposti – ha concluso il sindaco di Ortona – per mantenere l’autonomia della sezione di Ortona». Secondo Di Martino «occorre avere una visione d’insieme, capace di unire le risorse ed i territori nell’interesse dei cittadini e, quindi, della giustizia». “Smettiamola di farne una questione di campanile: il tribunale di Lanciano va salvaguardato e va scongiurata qualunque ipotesi di soppressione”. Lo sostiene il Consigliere regionale Emilio Nasuti (Gruppo Misto), al termine del Consiglio regionale straordinario che ha approvato, all’unanimità, una risoluzione contro la chiusura dei tribunali sub provinciali. “Il tribunale frentano – continua Nasuti – da anni è sinonimo di efficienza ed estende la sua competenza su 47 Comuni della provincia di Chieti, che vanno dal litorale al territorio montano, garantendo un servizio ad oltre 120mila cittadini e alla più grande area industriale abruzzese. Chiuderlo significherebbe depauperare una grande ricchezza e aprire un pericoloso varco alle infiltrazioni criminali, che più volte hanno tentato di inserirsi nel tessuto economico della Val di Sangro, trovando un ostacolo insormontabile proprio nella presenza e nell’attività della magistratura di Lanciano. Sono consapevole che i tagli alla spesa pubblica implicano un’inevitabile riorganizzazione di tutti i servizi, ma la chiusura dei tribunali sub provinciali, a fronte di un risparmio sui costi ad oggi non quantificabile, e neppure certo, comporterebbe invece sicuramente un danno sociale inestimabile”.

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