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Ortona. Salta “Settimana dell’Amore”, critica Confcommercio

L’amministrazione comunale di Ortona non supporta a dovere la manifestazione denominata la “Settimana dell’Amore” che porta la firma in calce della delegazione cittadina di Confcommercio. Di conseguenza l’evento, giunto alla sua seconda edizione, salta e Confcommercio alza la voce. “La citta’ di Ortona – lamenta Fioralba Castellano, referente di Confcommercio Ortona – ha perso una ghiotta occasione per movimentare il centro storico cittadino sulla falsa riga di quanto accaduto lo scorso anno”, quando i commercianti ortonesi che avevano creduto nella kermesse promossa da Confcommercio avevano lasciato uno spazio nelle rispettive vetrine per esporre gli abiti da sposa forniti dagli atelier della zona. Coloro che avevano effettuato acquisti nella “Settimana dell’Amore” hanno partecipato ad un concorso a premi con le estrazioni programmate, e non poteva essere altrimenti, nel giorno di San Valentino all’interno del teatro Tosti. Per l’edizione 2015 Confcommercio aveva chiesto all’amministrazione comunale di Ortona l’uso gratuito del teatro Tosti, il pagamento delle spese Siae relative all’evento ed un’adeguata promozione pubblicitaria. Ma il Comune si e’ limitato ad offrire il patrocinio gratuito. “L’amministrazione comunale – riprende Castellano – doveva essere vicina alla categoria dei commercianti. Invito, per il futuro, gli amministratori comunali a tener maggiormente in considerazione noi commercianti, coinvolgendoci nella stesura del calendario annuale delle manifestazioni”. Una bacchettata al Comune di Ortona arriva, poi, da Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti. “Siamo rammaricati che l’amministrazione comunale di Ortona non abbia ancora avviato l’iter procedurale relativo all’attuazione del piano marketing del centro storico finanziato dalla Camera di commercio di Chieti – ricorda Tiberio – con uno stanziamento economico ad hoc pari a 70 mila euro. Aspettiamo con ansia un provvedimento amministrativo in tal senso perche’ ne beneficerebbe la citta’ e il suo commercio al dettaglio”.

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