Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'industrialeOLTRE L’EURO, LAVORO E SVILUPPO SOCIALE

OLTRE L’EURO, LAVORO E SVILUPPO SOCIALE

Nell’ultimo numero dell’Industriale uscito prima della pausa estiva, ci soffermammo su due questioni: l’emergenza lavoro, e la necessità che nascesse, oltre all’Europa comune dell’economia e della moneta unica, quella dell’occcupazione e dello sviluppo nel nostro continente.

Sulla prima questione che poi, in un certo senso, è la versione nazionale della seconda, arrivammo a dire:”C’è bisogno urgente di provvedimenti e di un programma credibile di sviluppo e di occupazione per il Sud del paese. Prima che sia troppo tardi”. E a seguire, “se davvero vogliamo essere classe dirigente (politici, forze sociali, imprenditori), non abbiamo più tempo da perdere. Se non saremo in grado di fornire risposte giuste, allora vuol dire che non meritiamo di essere classe dirigente. Se così fosse, e spero ovvviamente di no, faremmo bene a metterci da parte e a dare spazio ad altri”.

Scrivevamo questo in luglio.

A distanza di pochi giorni da allora, il biministro Ciampi (resta il mistero della mancata costituzione del Ministero dell’Economia), con l’autorevolezza e la concretezza che bisogna riconoscergli, propone alle parti sociali e agli imprenditori un nuovo patto sociale. Finalmente una concreta proposta sulla quale ragionare e confrontarsi.

Tutto ciò accadeva all’inizio di agosto.

Da allora abbiamo avuto modo di leggere ed ascoltare decine di opinioni sul tema, in verità quasi tutte favorevoli, seppur con i distinguo di rito e di ruolo, al ” Ciampi pensiero”.

Ora, finita già da un pezzo la stagione estiva ed archiviata da pochi giorni la crisi di governo numero “non me lo ricordo più”, le parti sociali riprendono a dialogare e, perarltro, sul tema lavoro si trovano un nuovo ministro come interlocutore, l’On Bassolino. Quella del sindaco che viene dal Sud è una scelta e una novità che potrebbero,rivelarsi, ce lo auguriamo tutti, positiva. Ciò, in particolare, per il livello di consapevolezza e di conoscenza del problema lavoro nel Mezzogiorno che Basssolino certamente possiede. In verità qualcuno maliziosamente dice che nella nomina sarebbbe nascosta anche un’ altra sottile ragione politica. Ma questo pur se non ci sfugge, è un altro ambito in cui preferiamo non entrare. In ogni caso già nei primi giorni di attività il neo ministro del lavoro ha fatto registrare agli osservatori elementi di novità interessanti sia di forma (e gia è una cosa), che di sostanza (proposta di revisione del meccanismo contributivo).

Dalle nostre parte si dice: chi ben comincia….

Sulla seconda questione di cui scrivemmo a luglio, e cioè il nostro auspicio che dopo l’Europa della moneta unica potesse nascere quella della occupazione e dello sviluppo nel nostro continente, recentemente un vertice europeo ha espresso chiaramente questo indirizzo. Bene non accadeva da tempo che due nostri “desiderata” venissero così tempestivamente raccolti. Attendiamo fiduciosi e con attegiamento mentale positivo anche se consapevoli d’aver ascoltato in più occasioni ….”la speranza che delude sempre”. E, in conclusione, visto che nella prossima Assemblea si parlerà di prospettiva industriale nel nuovo millennio forse può esssere interessante riflettere sui dati dell’indagine Excelsior presentata il 22 ottobre u.v. .. ..

Excelsior ha chiesto a un campione di oltre 100.000 imprese i piani sulle assunzioni per il biennio ’98/99. Da tale indagine conoscitiva risulta che mentrre per le piccole e medie aziende si stima un aumento dell’occupazione del 7,8% e del 2%, per quelle con oltre 250 addetti si prevede una diminuzione dello 0,7%. E nello stesso giorno l’Istat ci ha fatto sapere che in un solo anno, per quanto riguarda l’ occupazione nella grande industria, si sono persi 16 mila posti di lavoro e la riduzione dell’occupazione nella grande industria sembra destinata a continuare. Sempre secondo Unioncamere, entro il ’99 i dipendenti delle medie aziende potrebbero aumentare di 250 mila unità. Dunque torna ad affacciarsi nel panorama aziendale e, conseguentemente, associativo lo slogan “PICCOLO E’ BELLO”?

Staremo a vedere.

Comunque a chiunque voglia cimentarsi su previsioni di lungo periodo porgo un invito alla prudenza, visto che l’ultimo saggio di Ilya Prigogine si intitola “La fine delle certezze” e ricordo che un certo Keynes rispondeva al riguardo, semplicemente:”saremo tutti morti”. Celso Cioni

Print Friendly, PDF & Email

Condividi