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OBIETTIVO 2: COSA FARE?

Il sistema economico abruzzese con l’esaurimento del Quadro Comunitario di Sostegno 1994-1999, si sta avviando ad una fase di “navigazione aperta“ nello spazio europeo,

L’Abruzzo è uscito dall’Obiettivo 1 e si avvia verso una nuova fase, ma gli scenari dell’Obiettivo 2 sono diversi: i fondi devono essere utilizzati per creare infrastrutture, per aiutare le imprese e per l’assistenza tecnica all’economia.

Tale “passaggio” è per l’Abruzzo molto complesso perché, se da un lato non è più eleggibile alle aree dell’Obiettivo 1 dal 31/12/1996, in quanto presenta livelli di sviluppo più elevati di quelli previsti, dall’altro non ha raggiunto livelli di stabilità e maturità e una fisionomia strutturale pari alle regioni del Centro-Nord.

I finanziamenti dell’Obiettivo 2 privilegiano i “sistemi locali del lavoro” e sono destinati ad aree in declino industriale e alle aree caratterizzate da un accentuato sviluppo rurale; complessivamente tali finanziamenti si attestano alla cifra di 350-400 miliardi di lire.

La regione Abruzzo, inoltre, potrà contare sia su un finanziamento arricchito ( da 50 a 70 miliardi di lire) da utilizzare per la formazione professionale e sia su un pacchetto aggiuntivo disposto dai Capi di Stato nella riunione di Belino tenutasi a marzo, che consta di un finanziamento pari a 125 miliardi di lire.

Tale somma andrà a sostenere dei programmi già in fase di realizzazione:

1- Urban riguarda la rivitalizzazione economica e sociale delle città e dei suburbi in crisi per promuovere uno sviluppo urbano (sostegno alle PMI locali, incentivazione per la nascita di nuove imprese, promozione dell’occupazione a livello locale, potenziamento e adeguamento dell’offerta di servizi sociali e delle infrastrutture, coinvolgimento di risorse locali);

2- Interreg. interessa la fascia costiera e fa riferimento alla cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale atta ad incentivare uno sviluppo equilibrato e duraturo dello spazio comunitario;

3- Leader si riferisce allo sviluppo rurale; i soggetti beneficiari saranno, come già in passato, i GAL (Gruppi di Azione Locale).

 

Il Tavolo Regionale di Programmazione riunitosi ad agosto, ha chiesto al Governo Regionale l’attuazione della zonizzazione per ottimizzare l’azione comunitaria per il 2000-2006 ed un impegno all’utilizzo dei fondi ordinari e straordinari Statali e Regionali per colmare le carenze infrastrutturali del territorio.

La proposta regionale di zonizzazione risulterebbe funzionale ad una serie di emergenze insite nel territorio stesso:

– sostenere il consolidamento e/o la ripresa dei principali settori produttivi regionali;

– ampliare la base occupazionale;

valorizzare le grandi risorse naturale, ambientali culturali;

– proseguire l’azione di recupero dei ritardi strutturali e nei livelli di benessere della popolazione;

– adeguare una dotazione di infrastrutture ancora insufficiente;

– tener conto delle specificità delle problematiche locali e valorizzare le differenti vocazioni delle varie comunità locali.

 

In questo nuovo scenario determinato dall’entrata nell’Obiettivo 2, la “protezione” del sistema produttivo regionale, costituita dagli aiuti pubblici, si attenuerà a favore di una piena esposizione sul mercato, nel quale le risorse pubbliche saranno utilizzate per ottimizzare la produttività economico-sociale degli interventi e degli investimenti che verranno realizzati.

L’infrastrutturazione del territorio abruzzese e l’offerta di servizi sono qualitativamente e quantitativamente insufficienti a garantire la competitività necessaria al sistema territoriale e produttivo nel contesto delle aree forti d’Europa.

Facendo un’analisi degli indicatori strutturali

regionali, si evince il permanere di una situazione di ritardo rispetto alle aree italiane più evolute (Centro-Nord) e una involuzione dei parametri socio-economici.

La delicatezza della situazione creatasi suggerisce alla Regione scelte che da un lato intervengano selettivamente e dall’altro prospettino sinergie, interpretando al meglio il principio della concertazione tematica e spaziale degli interventi di politica regionale ed assicurando la massima efficacia dei futuri interventi in termini di obiettivi socio-economici a breve e medio termine.

La Regione si è dato come obiettivo generale uno sviluppo sostenibile fondato sulla crescita dell’occupazione e sorretto dall’innovazione” e quali priorità: il consolidamento del produttivo, la valorizzazione delle risorse naturali e delle sue diverse identità.

La strategia economica che ne risulta fa perno su due assi principali. l’industria e l’ambiente, inteso sia nelle sue componenti naturalistiche e culturali e sia come sistema produttivo sostenibile agricolo e turistico.

L’asseto territoriale di tale strategia mira al miglioramento dell’accessibilità e degli assi di comunicazione intersecanti la Regione stessa in direzione Nord-Sud ed Est-Ovest e alla città diffusa come sistema urbano caratterizzato da una forte integrazione funzionale con il territorio e con le realtà produttive.

I Parchi, la localizzazione di alcune grandi imprese e il contemporaneo sviluppo di sistemi locali di PMI, le tradizioni artistiche e culturali coniugate ai moderni centri di ricerca scientifica, compongono un’immagine unitari dell’Abruzzo e possono favorire l’apertura internazionale attraverso un’azione volta alla crescita della qualità della vita e allo sviluppo sostenibile.

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